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E’ la vigilia di Halloween, un uomo alto insegue una donna lungo un corridoio.
Ha il volto coperto da una maschera bianca e impugna un grosso pugnale.

Mike Myers ha sempre lo stesso look e lo stesso inquietante aspetto dal 1978, anno in cui John Carpenter lo rese protagonista del suo horror Halloween.

A rendere immortale questo film indipendente a basso budget, sono tanti aspetti.
L’uso sapiente del jump scare, l’iconografia del “cattivo”, gli elementi pulp e la colonna sonora.
Quel tema in 5/4 composto e suonato dallo stesso Carpenter che in tutti i suoi film, ha curato tanto la regia che la colonna sonora.




Non avendo un grosso budget a disposizione, Carpenter lavora in quasi totale autonomia, registrando la colonna sonora del film e attribuendo l’esecuzione alla fantomatica “Bowling Green Orchestra”.

Il successo del film è istantaneo, tanto da renderlo un classico che viene riproposto nelle sale in questi giorni.

Un successo che passa anche da quel tema, definito spesso semplice ma altrettanto unica e impossibile da dimenticare.

Qualità che troviamo anche in un altro brano presente nella soundtrack del film, la magnifica “Don’t fear the reaper” dei Blue Oyster Cult.