Passa ai contenuti principali

JIMI HENDRIX - 47 anni dalla sua scomparsa

E' il 18 settembre 1970 e fuori dal Samarkand Hotel di Londra l'ambulanza parte a sirene spiegate.
A bordo c'è Jimi Hendrix.

Quel giorno segnerà la fine della sua vita e della sua carriera.

Di lui resteranno i nastri registrati, i live, i dischi ed un senso di vuoto per ciò che avrebbe ancora potuto dare un genio della sua portata.

Certo oggi il mondo della chitarra ha visto fenomeni imporsi sulla scena ma forse nessuno, neanche Jimy Page, ha saputo essere tanto all'avanguardia.

Parlando di Hendrix si fa sempre riferimento al geniale chitarrista, alle droghe, alla chitarra in fiamme a Woodstock ma pochi sanno o ricordano che Hendrix era capace di suonare per ore.
Affamato costantemente di musica e di ricerca.

Le pesanti modifiche alle chitarre, la voglia di suonare per ore che lo portava a improvvisare jam continue con chiunque avesse voglia di accompagnarlo.

Il mondo del rock è pieno di aneddoti che tantissimi chitarristi e personaggi del rock sulla figura di Hendrix.

Di certo la sua eredità è stata enorme, ancor più se consideriamo il brevissimo lasso di tempo impiegato per segnare così in profondità la musica.



Oggi lo stile di Jimi Hendrix potrebbe essere distante dal gusto del grande pubblico, ma se vi venisse voglia di capire cosa lo rende così grande, provate a guardare un suo live. Uno qualsiasi. Osservate la totale dedizioni e la simbiosi con cui il chitarrista si fa egli stesso strumento e musica, fondendosi con la chitarra. La semplicità e la fluidità di certe frasi, unita alle movenze che non erano scena ma espressione fisica del suono.

E la potenza, la forza del suono capace di essere un urlo feroce o un sussurro dolce. 

Molti musicisti talentuosi hanno confessato la grande influenza esercitata da questo ragazzo di Seattle, capace di suonare senza timore persino i pezzi di Bob Dylan.

Un genio capace di cristallizzare nei suoi suoni e nei suoi brani tutta la psichedelia e la bellezza di un'epoca.



 

Commenti

Post popolari in questo blog

LODOVICO GUENZI de "Lo Stato Sociale" risponde a 6 domande scomode

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? Il lato positivo, musica o non musica, è fare il cazzo che ti pare.  Ecco, questa cosa difficilmente ti viene perdonata.
2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

ANGELO BRANDUARDI - Oggi ha più senso suonare che fare dischi

Classe 1950, 50 album pubblicati e una carriera che incarna l'indipendenza come poche altre, Angelo Branduardi è un musicista che suona da anni e che ha accumulato un'esperienza e una dedizione alla musica senza pari. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo e di raccogliere le opinioni di un artista senza peli sulla lingua.

In un periodo in cui si parla molto di musica indipendente, cosa ne pensa della scena indipendente?

Io non la conosco molto ma in passato anche io e miei colleghi, che abbiamo avuto contatti con le multinazionali, potevamo contare su un'etichetta e una libertà assoluta. Negli anni d'oro della discografia, 70 - 80 - 90, al giovane talento venivano dati 5 anni di tempo e un piccolo stipendio mensile.
Ti dicevano: "Col primo disco ci perdiamo, col secondo andiamo a pari e col terzo guadagniamo."
Avevamo 3 possibilità, oggi ne hai una. 5 minuti e una pedata nel sedere.
In questo senso devo dire che un'etichetta indipendente ha un valore perch…

BEBA - Il confine tra indie e mainstream è Calcutta

1 - In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like e un buon disco?
Senza dubbio conta di più un buon disco, una pagina con tanti like porta tanti like alle foto e tanti commenti, ma non porta le persone ai live.. quello lo fa solo la musica fatta bene.