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Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?
Fare musica per noi è scrivere testi, comporre arrangiamenti, suonare uno strumento, registrare in studio, stare sui palchi, viaggiare. In breve: produrre canzoni e farle arrivare al pubblico.
Fare musica ci apre al mondo.
Fare musica ci costringe nel mondo.

I talent sono spesso criticati ma a vostro giudizio, perché riscuotono tanto successo?

L’intrattenimento è uno dei motivi alla base del fare musica, quello più diretto negli effetti e per questo uno dei più facili da apprezzare. Panem et circenses soddisfavano la fame e le pene dei latini di ieri…in fondo, dopo 2000 anni, noi latini contemporanei non siamo poi tanto diversi. Anche questo ha i suoi lati positivi ed i suoi lati negativi.

Credete che un artista debba schierarsi politicamente? Approvate la politica nella musica?

Intendiamoci: parliamo della politica intesa in senso stretto, quella dei partiti e delle elezioni.

In tal senso crediamo che l’arte abbia un ruolo diverso, se vogliamo più arcaico e primitivo.
Il suo ruolo è quello di rovistare al fondo dell’essere umano e quando qualcosa finalmente salta fuori è là che devono intervenire scienziati e politici; ad ognuno il suo mestiere. Quando l’arte si fa strumento per la propaganda di una parte ne esce quasi sempre molto ridimensionata. Di sicuro non è il nostro modo di farla. Preferiremmo che avvenisse il contrario, che le parti scegliessero inni e colonne sonore tra i miliardi di brani oggi a nostra disposizione.

Detto ciò, al cittadino, che sia artista, manager, ingegnere, muratore o disoccupato, dovrebbe essere data possibilità di prendere parte alla gestione della cosa pubblica, ma purtroppo non è così.

Accettereste di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?

Avremo la risposta dopo il prossimo consiglio di amministrazione.

Pensate che fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?

I rapporti con gli altri hanno bisogno di tempo. Oggi qualsiasi azione che abbia la necessità di inserirsi nel sistema per avere un senso, dalla produzione di carburatori all’insegnamento, per la velocità e l’aggressività che ha raggiunto la nostra parte di mondo, rischia di essere totalizzante in tutte le sue forme. Riuscire a difendere il proprio tempo libero può essere un esercizio estenuante e a volte impossibile.

In questo contesto si inserisce anche il fare musica.

Siete legati alla vostra città o esiste un posto in cui preferireste vivere?
Ogni gruppo che si rispetti ha il suo sterzo d’acciaio, la Statale ha il MaestrAle: 14 ore di autonomia notturna sotto l’acqua battente.
Dalla nostra base operativa grazie a lui siamo in grado di raggiungere in mezza giornata qualsiasi zona dell’Italia continentale. La nostra terra ci piace e per adesso non abbiamo intenzione di abbandonarla.
Per l’estero ancora c’è tempo, ma un brevetto per Ale sarà il nostro primo investimento in tal senso.

Buona musica
Statale 107 bis