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Gli Starsailor sono tornati sulle scene con un nuovo album, “All this life”. Si tratta del primo disco registrato con la formazione originale, tornata insieme in studio dopo una parentesi silenziosa. Salutiamo il ritorno di questa ottima band e approfittiamo del loro ritorno per incontrare il frontman James Walsh.

1) Avete appena rilasciato un nuovo album, cosa vi ha ispirato durante il processo di creazione?

Stavo attraversando una difficile rottura, e gli alti e bassi di questo periodo sono stati un’ispirazione per i versi. Musicalmente penso che abbia un tono più euforico. Essere tornati insieme come una band piena di idee ci ha aiutato molto. Ci ha dato il tempo per migliorare come persone e musicisti. Siamo tornati più forti.


2) Quanto è durato il processo di scrittura e registrazione?

Tutto il processo, dalle prime idee fino ad arrivare all’album finito, ci ha portato via circa un anno. Il processo di registrazione è durato un paio di mesi ma non abbiamo fatto tutto in una volta, il che ha funzionato bene. Abbiamo avuto il tempo di riflettere e apportare eventuali modifiche durante il processo creativo.

3) Quali sono i cambiamenti più grandi che hai notato nel business musicale, da quando hai iniziato fino ad ora?

Un tempo si andava in giro per promuovere un album e la maggior parte dei proventi proveniva dalle vendite dei dischi. Ora è il contrario. Registri un album per promuovere un tour e la maggior parte del reddito lo acquisisci viaggiando. Per me dà a una band una maggiore libertà di trattare l’album come un lavoro creativo di cui essere orgogliosi, piuttosto che un prodotto commerciale. Dà alle band più libertà di fare qualcosa di speciale.

4) Pensi che sia più utile per una band avere una pagina di Facebook piena di fan o registrare un grande album pieno di buone canzoni?

Nel breve termine una pagina di Facebook piena di fan, ma se questi dovessero venire ai concerti e rendersi conto che non hai un album pieno di buoni pezzi, ti volteranno le spalle e gradualmente si allontaneranno. Un album pieno di buone canzoni alla fine creerà una pagina di Facebook piena di fan che ti seguiranno.

5) C’è qualcosa che non ti piace di essere un musicista?

La musica per me è come una droga. Essere sul palco o in studio è un’esperienza talmente grande, che quando ho una pausa troppo lunga comincio a sentirmi giù di morale. Una piccola pausa è necessaria per ricaricare, ma quando dura troppo a lungo è davvero difficile.

6) Cosa suggeriresti alle nuove band?

Non inseguire il successo commerciale. Sii gentile. Sempre semplice.

7) C’è un paese in cui ti piace suonare più di qualsiasi altro?

Corea del Sud. Il cibo è ottimo, il tempo è decente e la gente è calda e cordiale. Miglior pubblico in tutto il mondo.

8) Qual è la cosa più strana che ti è successo durante un tour?

Stavamo facendo un concerto a Denver negli Stati Uniti anni fa davanti a circa 50 persone in una sala che ne avrebbe contenute 500 e improvvisamente questa donna decide di mettersi a camminare davanti al palco e ballare tutto intorno con le tette di fuori. Non è stato grandioso ma è stato molto fuori di testa.