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Era Serenase nasce nell’estate 2014 dai cugini Davide “EraSfera” Brancato (rapper e songwriter) e Serena “Serenase” Gargani (cantante, beatmaker e videomaker). Il duo decide di scrivere, registrare e girare il video della canzone “Minyponi” nel giro di due giorni, quasi per scommessa. Il risultato è divertente e nei mesi successivi escono su youtube con altri due brani, “Cartongesso” e
“Crystal-Ball”. Quest’ultima canzone porta il duo tra i cinque selezionati della categoria rap/hip-hop
del concorso per cantautori “Genova per Voi” nel 2015. IL loro primo album “Crystal-Ball” è in uscita il 20 ottobre per The Prisoner Records/Audioglobe.
Prodotto da Era Serenase e Tristan Martinelli, il disco vede la collaborazione di Willie Peyote, Dutch Nazari, Sick et Simpliciter, Albe OK, Andrea Ceccon, Cuccioli Morti e Fabrizio Sferrazza.

1- In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco? 

 
Ovviamente pagina Facebook con tanti like! No, a parte gli scherzi, dipende dal soggetto: conta
per chi? Ovviamente per noi conta di più un buon disco, poi in teoria ci dovrebbe essere un motivo se hai una pagina con tanti like, in qualche modo hai attirato l’attenzione, l’ideale sarebbe averlo fatto con la tua musica ma non sempre è così… ad esempio la nostra pagina è piena di cazzate. E infatti non abbiamo tanti like. 
 
2 – Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?
 

Scegliere un solo aspetto positivo del fare musica è difficile perché ce ne sono veramente tanti, ma, dando per scontato il piacere che si prova durante l’atto di cantare/suonare, direi che uno dei motivi che mi fanno ringraziare di far parte di questo mondo è che facendo musica abbiamo conosciuto delle persone incredibili e molto importanti
per la nostra vita, con le quali probabilmente non avremmo mai avuto a che fare se non avessimo questa passione in comune. Altra cosa le birre gratis. (Ok ne ho detti tre). Ci ho pensato un po’ ma un aspetto negativo non mi viene in mente, forse il mal di gola a volte? Ne vale comunque la pena.

3 – Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

 
Credo che non ci sia niente che un artista debba o non debba fare. Un artista fa quello che si sente di fare, c’è quello che si sente di schierarsi e quello che no… nessuno può dirlo tranne lui. Detto questo approvo i testi a seconda di cosa dicono a prescindere dal fatto che si tratti di politica o meno. Non esiste un argomento che non si possa trattare, io tendo più che altro a fare caso a come viene trattato. 
 
4 – Cosa ne pensi dell’attuale music business?
 
Penso che ci siano aspetti positivi e negativi. Un tempo per fare musica dovevi passare per forza attraverso etichette o major e questo meccanismo creava una selezione dall’alto che oggi, in parte, si può evitare passando per i social, mettendo video su YouTube o facendo live, andando quindi direttamente alla gente. E quando passa tutto passa tutto, sia la merda che la musica buona. Oggi la decisione sta molto più al pubblico rispetto a prima. Poi ovviamente se c’è una major che decide
che il nuovo singolo di Maria Annunziata feat Rosalia Assunta deve fare soldi e quindi lo devono sentire in tutti i parrucchieri d’Italia, c’è poco da fare. Forse è la parola business associata a qualsiasi cosa che fa marcire “l’arte”. Detto questo noi vorremo diventare ricchi, grazie.
 
5 – Credi che le nuove tecnologie aiutino il rapporto tra musicisti e pubblico o credi abbiano distanziato gli uni dagli altri?
 
Credo che ogni epoca abbia i propri strumenti e sia il pubblico che i musicisti cambino anche in base a questi. Trovo che musicisti e pubblico non si possano distanziare, hanno entrambi bisogno l’uno dell’altro, cambierà il modo ma non la sostanza.
 
6 – Qual è a tuo giudizio il confine tra indie e mainstream?
 
I soldi. (Scherzo). (Forse). Indie sta per indipendente, quindi al di fuori di major. Il confine secondo me è semplicemente questo, non si tratta di un genere musicale. Ciao