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PRENDERSI IL SILENZIO E PROVARE A SUONAR VERDURE di Miriam Gallea

Insomma, si dice da mò: il silenzio a volte può parlare, il silenzio è fondamentale, essenziale per la buona riuscita della composizione musicale; la pausa, le note lunghe, il non saper cosa dire.
Ecco.
Il non saper cosa dire.
Succede a tutti no? Nelle situazioni più imbarazzanti, quando sei sotto esame, quando ricevi un bella sorpresa o quando, molto più semplicemente, hai le balle di fieno che ti circolano nella testa... il vuoto! (è mai successo anche a voi di non saper suonare o cantare mai niente quando qualcuno ve lo richiede?).
Mentre scrivo queste parole a caso, ascolto una canzone di Dylan (e quando mai) su cui ci sto addosso da un po’ e prima mi capita la solita pubblicità di YouTube.




Ci dò un’occhiata e scopro una band che si chiama “ The Vegetable Orchestra”… capite? questa è gente che fa musica suonando verdure!! 
Insomma, vabbè, la pubblicità era dei frigoriferi, la questione è che Questi qui per fare gli spettacoli hanno sempre bisogno di verdura fresca che permetta all’esecuzione un suono limpido e chiaro.
Ora il punto è questo: di questo “materiale” nuovo e chiaro ogni artista può pensare/fare/disfarsene in ogni modo e momento.
Io penso al silenzio come strumento adatto se non si ha materiale fresco come le nostre verdure da suonare.
Le mie verdure ora sono un po’ cotte e a volte le pause e il nuovo recupero di materiali può essere fondamentale.
A quanti di voi musicisti non è mai capitato il blocco dello scrittore? La saturazione per un periodo delle stesse identiche canzoni?  Insomma, io ci sono dentro fino al collo.
Ma voi siete capaci a dire e scrivere cose a casaccio? Io no.
Seguendo un po’ di recensioni di tutti gli album di Dylan, mi rendo conto di quante differenze abissali ci siano da un album all’altro. Sono ai suoi anni ’80 e dagli anni ’60, ragazzi, ci ha messo in mezzo coriste, chitarre elettriche, i Dire Straits, il trucco, Maggie’s farm, canzoni su Dio e d’amore pacchiano oltre le solite di protesta.
Allora io confido in questo: se dopo il blocco dello scrittore  nell’89 (sempre Dylan), poi ha fatto uscire un disco meraviglioso come “Oh Mercy”, ragazzi c’è speranza.
Io mi siedo un po’ e osservo, ascolto e viaggio in silenzio. 
Che da orizzonti nuovi non si può non farne uscire nuove belle idee e chissà, magari un bell’album.

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