Passa ai contenuti principali

JOHNNY CASH E LO STRUZZO di Marco Zuppa

Johnny Cash, conosciuto anche come "The man in black" è in uno dei suoi momenti migliori nel 1981.

Il passato di tossicodipendenza è ormai un ricordo, il pubblico lo adora, entra ed esce dalla Casa Bianca come fosse lui il Presidente, è in pace con sè stesso e con Dio ed è felicemente sposato.




In un momento così, gli sembra una cosa assennata impiantare un allevamento di struzzi nel suo ranch.

Lo spazio non manca e a lui gli animali piacciono.
Tra i vari esemplari c'è Waldo, uno struzzo a cui è appena morta la compagna.
Gli struzzi sono animali monogami, alti due metri e mezzo, lunghi quasi due e pesano anche fino a un quintale.

E' proprio in Waldo, afflitto dal suo lutto, che Cash si imbatte durante una passeggiata.

L'incontro diventa scontro, con lo struzzo che salta addosso a Cash per poi scappare via.

Johnny non è uno da farsi spaventare così facilmente, quindi continua la sua passeggiata sereno.
Al ritorno fa lo stesso percorso ma accompagnato da un robusto bastone, utile in caso di incontri spiacevoli.

Neanche a farlo apposta, ecco Waldo di nuovo.

Stavolta lo scontro è molto peggiore. Lo struzzo carica, Cash fa per colpirlo ma lo manca e lo struzzo ne approfitta per saltargli addosso.

Waldo è inferocito. Rompe tre costole al cowboy e gli procura uno squarcio sulla pancia. Se Cash non avesse indossato la sua enorme fibbia da cintura, probabilmente lo squarcio avrebbe avuto conseguenze ancora peggiori.

Fortunatamente Johnny riesce a rifilare una bastonata al combattivo struzzo. 
E' un miracolo che riesca ad arrivare fino al ranch, dove viene trasportato in ospedale.

Purtroppo le cure prevedono dosi di morfina e lo spettro della dipendenza si manifesta di nuovo nella vita del man in black, che non riuscirà più a liberarsene completamente.

Se avesse cambiato strada al ritorno forse le cose sarebbero andate diversamente ma Cash non era un tipo da mettere la testa sotto la sabbia.


Commenti

Post popolari in questo blog

LODOVICO GUENZI de "Lo Stato Sociale" risponde a 6 domande scomode

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? Il lato positivo, musica o non musica, è fare il cazzo che ti pare.  Ecco, questa cosa difficilmente ti viene perdonata.
2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

ANGELO BRANDUARDI - Oggi ha più senso suonare che fare dischi

Classe 1950, 50 album pubblicati e una carriera che incarna l'indipendenza come poche altre, Angelo Branduardi è un musicista che suona da anni e che ha accumulato un'esperienza e una dedizione alla musica senza pari. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo e di raccogliere le opinioni di un artista senza peli sulla lingua.

In un periodo in cui si parla molto di musica indipendente, cosa ne pensa della scena indipendente?

Io non la conosco molto ma in passato anche io e miei colleghi, che abbiamo avuto contatti con le multinazionali, potevamo contare su un'etichetta e una libertà assoluta. Negli anni d'oro della discografia, 70 - 80 - 90, al giovane talento venivano dati 5 anni di tempo e un piccolo stipendio mensile.
Ti dicevano: "Col primo disco ci perdiamo, col secondo andiamo a pari e col terzo guadagniamo."
Avevamo 3 possibilità, oggi ne hai una. 5 minuti e una pedata nel sedere.
In questo senso devo dire che un'etichetta indipendente ha un valore perch…

BEBA - Il confine tra indie e mainstream è Calcutta

1 - In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like e un buon disco?
Senza dubbio conta di più un buon disco, una pagina con tanti like porta tanti like alle foto e tanti commenti, ma non porta le persone ai live.. quello lo fa solo la musica fatta bene.