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Andare ai concerti è bellissimo, specialmente se vai a vedere artisti che transitano poco dalle tue parti e quindi riesci a goderteli magari ogni 2 o 3 anni. I biglietti di solito li compri mesi prima, hai tanto tempo per organizzare la
trasferta e ti prepari con calma. Delle volte te ne dimentichi per un po’…”ah si vero tra due mesi c’è il concerto!”.




La vera attesa inizia una decina di giorni prima, ti ripassi qualche canzone, vai a spulciare qualche video di concerti vecchi cercando di evitare i video che i fans hanno postato delle date precedenti per non rovinarti la sorpresa. Come vedi che qualcuno scrive la scaletta della serata prima chiudi gli occhi di colpo perché non vuoi sapere nulla.
E in cuor tuo nasce una piccola speranza…chissà se la suonano quella…la tua canzone preferita!
Il problema maggiore è che la tua canzone preferita di quella band non è il singolo di maggior successo oppure la canzone must che non può mancare. Neanche la più radiofonica del penultimo l’album…che quella dai la fanno
sicuro. No la tua canzone preferita è magari la numero 6 del loro secondo album uscito ben 10 anni fa. Non l’ascolta nessuno…La ricordi solo tu e la band molto probabilmente per suonartela dovrebbe ri-provarsela un paio di volte. Tu invece la suoni e la canti tutta al primo colpo, e sai anche che a un certo punto il sintetizzatore fa quella nota lì con quel suono lì e quella nota lì l’hai riconosciuta solo tu ascoltando la canzone milioni di volte. 
La tua canzone preferita piace solo a te e ti meravigli come mai il mondo intero non l’abbia premiata come canzone più bella mai scritta nella storia dell’umanità. E’ la tua canzone preferita e tutti dovrebbero ascoltarla almeno 40
volte e commuoversi come ti commuovi tu possibilmente piangendo ore…
“Chissà se la suonano quella domani…sarebbe fantastico. Magari per variare la scaletta la inseriscono!” cerchi di covare la speranza, anche se sai che è molto flebile, forse troppo. “Figurati se la fanno…ci sono quelle dell’album
nuovo e la più radiofonica del penultimo…che si sono belle…ma Quella…” cerchi di non illuderti. “Eppure su youtube c’è un video del 2007 dove la suonano a Les Eurockéennes! In Francia! Dai che è qui vicino…un paio d’ore, magari la fanno per ricordarsi di quel concerto magnifico!” cerchi fantomatiche relazioni spazio-temporali-mentali che facciano venire l’idea al tastierista di proporla per metterla in scaletta e ovviamente tutti accettano di metterla, anche la produzione, perché dai quella canzone lì in effetti è bellissima ed è da più di 10 anni che non la suonano!
Il concerto poi arriva. Giornata calda, si parte per Milano. Arrivi che c’è già il gruppo spalla che suona, 10 anni fa saresti arrivato alle 4 del pomeriggio, pazienza. La posizione è comunque buona per godere dello spettacolo. Si fa
buio, si accendono le luci e salgono sul palco. Loro. Sono a 10 metri da te e arrivano dall’altra parte del mondo.
Provi a non pensarci…”beh la prima in ogni caso non può essere, devono per forza aprire con una nuova. Non pensarci dai e goditi il concerto”. La seconda è la radiofonica del penultimo album…”beh ovvio quella serve per scaldare di più il pubblico perché la conosce meglio della traccia d’apertura”. Via il concerto scorre. Arriva il settimo brano…”NO! NON PUO’ ESSERE!!! E’ LEI!! – brividoni su tutta la pelle – La riconosco anche se l’introduzione è totalmente diversa!!!” e infatti è la numero 4 del primo album che, diciamocelo, un po’ te ne eri
dimenticato pure tu. Niente, falso allarme. Il concerto raggiunge l’apice, partono i singoli più potenti, la scaletta scorre. Sudore, luci, fumo, suoni e meraviglia. E ti stai divertendo come poche volte capita. Salti, canti e ti sfoghi.
Sono già le 23…ancora una o due e sai che la prima tranche è finita. “E la mia preferita???” un po’ di tristezza ti viene perché le possibilità che la suonino si assottigliano ancora di più. E poi nei bis sai già che ci sarà quella che
non può mancare perché li ha fatti conoscere al mondo intero e perché l’hanno suonata assieme a David Bowie.
Provi lo stesso a sperarci. Rientrano, suonano. Una, due poi parte il must. Poi quella pianoforte e voce. Poi Thank you good night. E si accendono le luci. E tu sei lo stesso felice…però dai pensa avessero suonato QUELLA. Sali
in macchina, è buio e sei stanco. Tiri fuori un cd, il secondo album del 2007 e selezioni la sesta traccia, ancora ammaliato di bellezza. Stanotte farai fatica ad addormentarti.