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E’ il 1975 quando Alice Cooper pubblica il suo disco più iconografico, Welcome to my Nightmare.
Il disco è un viaggio allucinante nella mente di un folle e nei suoi deliri. I live che accompagnano la promozione sono veri e propri spettacoli teatrali e gettano le fondamenta di un nuovo modo di fare live.

Sono passati 41 e l’allora ventisettenne Alice ha spento a Febbraio 68 candeline.
Nonostante l’età però, non vuole saperne di mollare e ha da poco pubblicato un nuovo disco “Paranormal”.




Come ha sempre fatto nel corso della sua carriera, anche qui ci si trova di fronte a un disco che guarda con ironia il nostro tempo.

L’uso indiscriminato della tecnologia, la barriere sempre più sottile tra pubblico e privato e la perdita di sanità mentale sono solo alcuni dei temi che lo Zia Alice tocca.

Con lui in alcuni brani ci sono i suoi vecchi commilitoni dei tempi d’oro. In quasi tutte le tracce la batteria è invece di Larry Mullen (U2) e non mancano ospiti d’onore come Roger Glover (Deep Purple) e Billy Gibbons (ZZ Top).

Tra le tracce spiccano “Fireball”, “Paranormal”, “Fallen in love”, “Paranoiac Personality” e la psichedelica “The sound of A”, chiusura del disco.

Un disco di rock classico che non deluderà gli amanti del genere, perfetto per farvi compagnia durante i vostri viaggi in auto, in direzione mare.

Certo non sarà il disco migliore di Alice Cooper ma è di certo un disco di livello superiore, inventivo, grintoso, a tratti spietato e impeccabile.

Un applauso quindi a questo quasi settantenne che riesce sempre a inventare qualcosa di buono e di originale, in un mondo in cui i gruppi non fanno che ripetersi.