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Johnny Cash, conosciuto anche come “The man in black” è in uno dei suoi momenti migliori nel 1981.

Il passato di tossicodipendenza è ormai un ricordo, il pubblico lo adora, entra ed esce dalla Casa Bianca come fosse lui il Presidente, è in pace con sè stesso e con Dio ed è felicemente sposato.




In un momento così, gli sembra una cosa assennata impiantare un allevamento di struzzi nel suo ranch.

Lo spazio non manca e a lui gli animali piacciono.
Tra i vari esemplari c’è Waldo, uno struzzo a cui è appena morta la compagna.
Gli struzzi sono animali monogami, alti due metri e mezzo, lunghi quasi due e pesano anche fino a un quintale.

E’ proprio in Waldo, afflitto dal suo lutto, che Cash si imbatte durante una passeggiata.

L’incontro diventa scontro, con lo struzzo che salta addosso a Cash per poi scappare via.

Johnny non è uno da farsi spaventare così facilmente, quindi continua la sua passeggiata sereno.
Al ritorno fa lo stesso percorso ma accompagnato da un robusto bastone, utile in caso di incontri spiacevoli.

Neanche a farlo apposta, ecco Waldo di nuovo.

Stavolta lo scontro è molto peggiore. Lo struzzo carica, Cash fa per colpirlo ma lo manca e lo struzzo ne approfitta per saltargli addosso.

Waldo è inferocito. Rompe tre costole al cowboy e gli procura uno squarcio sulla pancia. Se Cash non avesse indossato la sua enorme fibbia da cintura, probabilmente lo squarcio avrebbe avuto conseguenze ancora peggiori.

Fortunatamente Johnny riesce a rifilare una bastonata al combattivo struzzo. 
E’ un miracolo che riesca ad arrivare fino al ranch, dove viene trasportato in ospedale.

Purtroppo le cure prevedono dosi di morfina e lo spettro della dipendenza si manifesta di nuovo nella vita del man in black, che non riuscirà più a liberarsene completamente.

Se avesse cambiato strada al ritorno forse le cose sarebbero andate diversamente ma Cash non era un tipo da mettere la testa sotto la sabbia.