Il portale della musica Indie italiana

Mentre ti stai gustando il concerto indie nel locale della movida mordicchiando la cannuccia del tuo cocktail, sappi che il musicista ti guarda.

Il musicista ha bisogno del pubblico come tu del tuo cocktail: un concerto senza pubblico è come una serata senza alcol, questo è evidente. Potresti considerare il gruppo che suona come l’attrazione della serata, ma a dirla tutta l’attrazione sei tu, che porti soldini alla cassa del locale e un po’ di attenzione al gruppo in programma. Il pubblico è sovrano (proprio come a X-Factor) anche nel locale della movida.

 

La band suona i suoi pezzi sforzandosi di farli in maniera più interessante possibile. Forse tu ci vedi la poesia. Le canzoni in sé magari sono davvero poesia, se stai guardando qualcuno di decente. Ma l’esecuzione di esse è un atto meschino e forzato e pieno di movenze, espressioni del viso, abbigliamento stabilito, battute preparate, che nulla ha a che fare con un qualche afflato artistico.

Te lo dò io l’afflato.

Il musicista ti guarda perché è predatore. La preda è il pubblico, ma alcuni esemplari sono più appetitosi di altri. Sei ragazza di bella presenza mai vista prima entrata nel locale per caso insieme a giro di amiche? Il musicista è il primo che ti nota, mentre suona ti terrà d’occhio per l’intero concerto, e cercherà tacitamente la tua approvazione. Se ti muovi al ritmo della canzone, il musicista si impegnerà il doppio. Se sorridi, il musicista si impegnerà il triplo. Se te ne vai, il musicista si demoralizzerà e cadrà in depressione. Ok, dirotterà la sua attenzione verso altri elementi del tuo genere, ma se sei la sola con queste caratteristiche allora da te dipende la riuscita dell’intera serata. Hai una grossa responsabilità. Dopo il concerto, il musicista farà in modo di creare l’occasione per incontrarsi. Perché ricorda: tu sei donna, ma il musicista è più donna di te.

Mettiamo che tu non sia un pubblico di questo tipo, magari sei un over35enne brutto con la barba che passava di lì per caso insieme alla squadra di calcetto ed è entrato per farsi una birra. Il musicista ti guarda comunque. Finirai ugualmente nel suo infallibile archivio di facce che assistono al suo concerto, egli scambierà volentieri due parole con te se lo vorrai, ma nel tuo caso il musicista non creerà l’occasione, dovrai farlo tu.

Se sei amico di qualcuno della band, il discorso è molto diverso e non mi va di approfondirlo perché anch’io ho degli amici (anche se suono nei Nemici) e provo a tenermeli, nel limite del possibile.

Il caso limite è quando il pubblico è scarsissimo. La situazione è molto tesa. Due persone in un locale semivuoto possono fare la differenza. Il musicista ti guarda e spera che rimani lì fino alla fine. Ma in cuor suo ha già capito che tu e il tuo fidanzato state solo cercando l’attimo giusto per andare via senza sembrare scortesi. Appena il musicista si volta per cambiare lo strumento, o per prendere la birra, cogliete l’occasione per sparire dal locale. Questo è gravissimo, dal punto di vista del musicista, e il concerto potrebbe anche finire lì, appena avete varcato la porta d’uscita.

Sii consapevole, caro pubblico, che il palco è il peggiore dei social network. Farsi vedere, aspettarsi relazioni, cercare approvazione, pavoneggiarsi, eccetera. Lo sanno tutti che si inizia a suonare per farsi vedere dalle ragazze. Con le musiciste donne non so come funziona (si potrebbe chiedere a Miriam Gallea).
Detto questo, non volevo farti sentire in soggezione: vivi la tua serata come ti piace. E se vuoi trarre vantaggio dalla tua posizione privilegiata, accomodati.