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Ha un bel coraggio Gianni Morandi a cercare di placare il pubblico la notte del 5 luglio 1971. Al Vigorelli di Milano si sono riversati circa 20.000 persone per assistere alla prima (e purtroppo unica) volta dei Led Zeppelin in suolo italico.




L’organizzazione pensa ad una serata coi fiocchi e prima del quartetto inglese, è in programma l’esibizione del Cantagiro, carrozzone musicale che prevede Milva, Dalla, Ricchi e Poveri, New Trolls e Morandi. Tutti grandi artisti che però hanno poco da dividere con il rock sanguigno degli ospiti inglesi.

Ovviamente il pubblico dei Zep non è lì per loro, anzi.
Le contestazioni iniziano quasi subito con lanci di ortaggi e lattine di birra da cui si salvano i soli New Trolls.

Per gli altri è un tiro al bersaglio che porta gli organizzatori a far salire sul palco gli Zeppelin con un’ora di anticipo sulla scaletta.

Alle 22:40 infatti Page&Co salgono sul palco e attaccano “Immigrant Song” ma la situazione è già compromessa.

All’esterno del palazzetto sono partiti gli scontri e ad un tratto la polizia decide di sparare lacrimogeni all’interno del palazzetto.

Il fumo cresce e con questo anche il disordine. Il concerto viene interrotto dopo venti minuti circa.

Plant dichiarò in seguito che “quella sera credemmo di morire”. Quella sera non perdemmo solo i Led Zeppelin, che non tornarono più in Italia, ma perdemmo anche l’attenzione di altri artisti esteri che, colpiti da quanto accaduto, pensarono fosse meglio non passare dal Belpaese.

Quella sera gli errori furono anche del pubblico, che accese dei falò sul prato interno al Vigorelli.
Una situazione che oggi si direbbe fortunatamente impossibile.
Una pagina brutta che però è solo un ricordo da cui, per fortuna, abbiamo imparato tanto, sia come pubblico che come gestori, come testimoniano i molti eventi di rilievo che toccano il nostro paese, per la gioia di tutti i ragazzi che amano i Beatles, i Rolling Stones e i Led Zeppelin.