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1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?


L’aspetto positivo è che ci si diverte sempre, è come uno sfogo. Si lavora con tanti professionisti come musicisti, autori, produttori, registi e quindi hai la possibilità di crescere continuamente sia come artista che come persona. Il lato “negativo” è che in questo settore c’è troppa invidia, troppa “mala concorrenza”.


2) ​I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?

Perché molti ragazzi di oggi, in mancanza di grandi alternative, li vedono come l’unica strada, o comunque come la strada più facile, per riuscire ad emergere e ad avere visibilità. La mia idea della musica in teoria sarebbe un’altra. Ma mai dire mai. L’importante, per chi ne ha l’opportunità, credo sia quella di saper affrontare questo tipo di esperienze con la giusta leggerezza, senza lasciarsi travolgere.

3) Approvi la politica nella musica?

Si perché in fondo la musica è un ottimo veicolo per esprimere idee e concetti. Ma non necessariamente in modo aggressivo e puntando il dito sempre contro qualcuno. Oggi poi, con questa tensione che c’è nell’aria, la musica dovrebbe piuttosto aiutare a placare un po’ gli animi e a favorire il dialogo tra le persone.

4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?

No, non scenderò mai a compromessi solo per avere il “successo”. Quello che otterrò me lo sarò conquistato sul campo.

5) Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?


Beh, non nel mio caso. I miei parenti e amici sono molto contenti per me, mi sostengono, sanno chi sono e cosa significa la musica per me! Quindi non possono che essere super contenti.

6) Sei legata alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?

Con tutti i suoi PRO E CONTRO io amo la mia città, MILANO.