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NON ABBIAMO PIU' NIENTE DA DIRE di Marco Zuppa

Niente da fare, non ce la facciamo proprio.
Siamo un popolo di rosiconi, incontentabili e pronti sempre a contare i peli del culo a tutti.

Per qualche strana ragione, sembra necessario criticare o esprimersi, anche quando non ce n'è un reale motivo e soprattutto quando non si ha niente da dire.




Il concerto di Vasco Rossi a Modena si può definire un successo.
Una produzione faraonica, gestita benissimo a livello organizzativo e che ha visto una performance di rilievo, tanto dal sessantacinquenne cantautore di Zocca, quanto dalla sua band.

Dovremmo essere tutti contenti. Il nostro Vasco ha fatto un botto. 
E invece no.

Ecco spuntare quelli che non si spiegano questo successo.
Quelli che "non è stato il concerto con il più alto numero di spettatori", ecc. ecc.

A me sembra decisamente paradossale perdersi in simili polemiche, proprio in un momento come questo.
Piaccia o meno Vasco, dovremmo essere contenti che abbia dimostrato che anche in Italia si possano realizzare produzioni faraoniche, eventi giganteschi e concerti epocali. 

E' un concerto che osa fare un passo in più ed alzare il livello.

Invece no. C'è sempre qualcosa da ridire. 
Anche (e soprattutto) quando un artista ha messo a segno un bel colpo.

Una cosa così dovrebbe far spuntare un sorriso sulla bocca di chiunque ami i concerti.
Invece siamo pieni di leoni da tastiera, esperti musicisti e critici che si sentono di sparare giudizi dal comodo divano di casa propria.

A tutti voi posso dire solo una cosa: se volete criticare un live, andateci.

I live si vivono, non si vedono.

La mia non vuole essere una difesa a spada tratta del live del Blasco ma una riflessione sull'importanza che un simile evento rappresenta.  

Io vivo a Torino, una città che ci ha impiegato molti anni a costruire una credibilità dal punto di vista della vita notturna e degli eventi.

Gli anni in cui Torino era solo la città della Fiat, sono solo dietro l'angolo.
Gli eventi non sono facili da organizzare e da noi si vive un momento particolarmente difficile.

Dovremmo quindi augurarci tutti che ci siano altri Vasco in futuro. 
Altri artisti che osano, puntano in alto e fanno centro.

Perché se da un lato servono gli artisti, dall'altra serve il pubblico.
E ogni tanto il pubblico dovrebbe imparare che non è proprio necessario criticare chi non piace.

A volte bisogna solo fermarsi a capire il buono che può venire fuori da un live, anche se sul palco non c'è il tuo artista preferito.


A volte, va bene così.




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