Il portale della musica Indie italiana

 

1. Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?
Di positivo c’è che ti fa vivere la vita in modo poetico invitandoti a vedere il significato profondo di ogni piccola cosa. Di negativo c’è il fatto che comunque non stai coltivando un campo che ti darà un frutto che mangerai. Non stai allevando delle mucche che ti daranno del latte da bere. Insomma puoi fare musica per tutto il giorno ma non è detto che oggi mangerai.
 

2. I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?

Per tanti motivi. Prima i giovanotti ascoltavano musica su Mtv, poi Mtv è gradualmente svanito. In quel momento storico c’era un buco e bastava solamente riempirlo con una proposta musicale vagamente diversa da quella di Mtv e che reggesse la concorrenza di Youtube (che nel frattempo è diventato il nuovo mezzo di approvvigionamento musicale). La risposta era semplice: mettere in concorrenza una musica con un’altra, un cantante contro un altro ecc. A giudicare i cantanti ci hanno messo dei teen idols che da soli portavano un botto di ascolti e il gioco è fatto. È il canto del cigno del media che chiamiamo TV.
 
3. Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?
La politica nella musica è una cosa estremamente pericolosa soprattutto in un paese come il nostro. Io vorrei solo che uno per suonare non debba per forza vendersi in contesti politicizzati come le feste dell’Unità, circoli Arci, centri sociali “occupati” che fanno concorrenza sleale al mercato libero. Non è giusto che lo stato aiuti certi locali e tassi gli altri. Mettere contenuti politici nelle canzoni è molto prolifico e ci si approfitta dell’ignoranza di certe masse che accorrono. Per fortuna il popolo italiano è tutt’altro che stupido. E spesso sa riconoscere la qualità.
 
4. Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?
Accetterei molto volentieri consigli più che compromessi. Dire compromessi è brutto, il pubblico là fuori non va visto come un nemico. Lo scopo primordiale della musica è quello di avvicinare la gente e stare bene insieme e se qualcuno mi dicesse come poterlo fare lo ascolterei a tutt’orecchie. Anzi io chiedo sempre a colleghi, amici, fidanzate e parenti cosa ne pensano di quello che faccio e ognuno dice la sua su come potrei migliorare, io ascolto sempre le persone di cui ho stima e a volte quello che mi dicono apre a un sacco di belle idee.
 
5. Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?
Di brutto.
 
6.Sei legato alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?
Bologna è stata la capitale di due cose: la musica indie e il basket che sono le due cose che mi hanno formato più di qualsiasi altra cosa. Più dell’educazione dei miei genitori, per dire… E’ stata una benedizione nascere e crescere qui. Tuttavia sogno di esplorare il mondo per trovare il mio giardino dell’Eden, ma prima vorrei dare indietro qualcosa, ora che i tempi non sono più felici come qualche anno fa… Sento di dovere essere l’anello di congiunzione tra due generazioni che al momento sembra non vogliano avere niente a che fare l’una con l’altra. E non le biasimo.