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Abbiamo incontrato Marco Manini, batterista e cantante della band Les Enfants, gruppo milanese che ha da poco dato alle stampre il disco “Isole”. 
 

1. Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Aspetto positivo: viaggiare conoscere città e paesi in Italia, incontrare persone, situazioni.
Aspetto negativo: pochi cash (per ora).

 

2. I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?

Perché evidentemente sono programmi fatti bene, che riescono a catturare l’attenzione delle persone, delle famiglie, dei ragazzi.
In Italia poi ciò che funziona viene sempre criticato o demonizzato. Sarà l’invidia…
 

3. Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

Credo che un artista debba esprimersi, se gli/le va anche politicamente, perché no.
Approvo la politica nelle azioni quotidiane, poi se un artista decide di usare il mezzo “canzone” per veicolare dei messaggi politici io, in generale, lo approvo…poi dipende dai contenuti, dalla coerenza tra azione e messaggio.

 
4. Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?

Dipende da che compromessi, in generale no.
Non mi piacciono gli artisti che vogliono raggiungere il successo a tutti i costi.
Un artista deve lavorare, sperimentare, confrontarsi, sbagliare.
Raggiungere un pubblico maggiore penso sia l’obiettivo di tutti, non bisogna perdere la propria identità però.
 

5. Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?

Penso di sì. Con la musica si possono creare ponti, parlare lingue diverse, arrivare dove le conversazioni non arrivano.
La musica, il ritmo e le parole creano una sinergia unica che può quasi fare miracoli.

 

6. Sei legato alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?

Mi piace molto la mia città, Milano, spesso vorrei andare via in posti più tranquilli e mi manca la natura.