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Abbiamo incontrato Thomas Festa, cantante e chitarrista della band milanese “Bang Bang Vegas”, che ha pubblicato recentemente l’album di debutto “Party Animals”

1. Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Tantissimi aspetti positivi, uno su tutti sulla lunga distanza è di mantenerti il cervello sempre attivo e in cerca di cose nuove. Uno negativo è quello di cercare di mantenere sempre alto lo spirito e la motivazione per andare avanti in un percorso bellissimo ma molto impervio. 

 

2. I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? 

Alla gente è sempre piaciuto e piacerà sempre farsi i cazzi degli altri, specialmente se conditi da una buona dose di dramma. Partendo dai reality tipo il Grande Fratello, che è la radice dei talent, che hanno poi aggiunto alle vicende personali delle persone anche la competizione tra di loro. Personalmente è proprio il dramma che mi dà fastidio, il talent in sé non è una brutta idea. Non è giusto però che da anni ormai sia una tappa obbligatoria per chi vuole raggiungere un pubblico più ampio, salvo rare eccezioni.
3. Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica? 

Nessuno è obbligato a fare niente di politico con la sua musica. A me personalmente piace quando trapela qualcosa di sottile da una canzone. Dipende anche dal periodo storico in cui ci si trova. Resta il fatto che la musica ha un potenziale comunicativo smisurato.
4. Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?

Diciamo che siamo aperti e flessibili. Sarebbe sciocco non esserlo. Ci confrontiamo spesso tra di noi.
5. Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)? 

Secondo me la musica tiene uniti, quindi sì, ha una buona influenza sui rapporti con gli altri. Un concerto rimane anche un momento di congregazione, spesso occasione per rivedere persone che non vedevi da tempo. Forse le uniche non troppo contente di questo mestiere sono le fidanzate/i che devono imparare a prendere le misure e accettare il fatto che ci condivideranno per sempre con la musica.
6. Sei legato alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere? 

Siamo indubbiamente legati a Milano, la città dove muovi i tuoi primi passi non la scordi mai, come il primo bacio. Ma credo che tutti e 3 di comune accordo prenderemmo un volo per Los Angeles e un taxi per Venice Beach già stasera. Almeno in questo momento delle nostre vite. Poi magari tra 10 anni vorremo vivere in Alaska. Siamo zingari dentro, l’ideale sarebbe rimanere sempre in movimento.