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GIULIANO CRUPI -Leggi la sua intervista

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?
Un’aspetto positivo è sicuramente quello di avere h24 un’amica sincera, una psicologa, un ring, un paio d’ali, un veicolo e un filtro sul mondo. Uno negativo è sicuramente quello di vedere pochi casi di meritocrazia, evidenti in qualsiasi ambito lavorativo ma soprattutto nel mondo dello spettacolo.

2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?

Sarei ipocrita se dicessi che non sono uno tra quelli che li ha pesantemente criticati ma li ho criticati con cognizione di causa e avendo anche partecipato ai provini. Quelli di XFactor sono scandalosi ad esempio o, almeno, nel mio caso lo sono stati. Dopo ore e ore di fila, sono entrato (come tutti gli altri) in una stanzetta e una persona x, che non si è qualificata, mi ha chiesto di cantare e, mentre cantavo, è stata tutto il tempo col cellulare in mano a rispondere a vari messaggi. Ovviamente io non me lo sono tenuto per me. Amici, invece, molto più umani e al primo provino già c’era Beppe Vessicchio a valutarci. Critico la modalità di scelta e la poca attenzione iniziale all’artista ma soprattutto all’aspetto umano che si cela dietro l’artista. Vorrei lo scrutini vecchia maniera, ecco tutto. O i talent cambiano rotta o sono destinati a morire nel giro di pochissimo tempo.

3) Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

Credo che un’artista si debba esprimere liberamente ed essere autentico. Se la propria libertà lo porta a schierarsi politicamente e a far contaminare la propria musica con la politica, allora ben venga.

4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?

Il compromesso che potrei accettare sarebbe quello “lieve”, come donare una mia canzone a qualche cantante famoso per poi cantare le mie ma mai e poi mai compromessi di altro tipo, come quelli sessuali o danarosi. Se ce la farò, ce la farò per la mia arte, non per altro altrimenti sono felice e sarò felice lo stesso.

5) Pensi che fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?

No, credo che se gli altri ti vogliono bene, ti amano, niente mai potrà influenzare un rapporto e niente mai sarà o dovrà essere un problema.

6) Sei legato alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?


Si, amo molto la mia città ma soprattutto alcune parti della mia città (ci sono zone di Roma che non conosco proprio e non ho mai frequentato). Questo però non significa che amo la qualità della vita di questa città quindi sarei pronto ad andare in qualsiasi parte del mondo per migliorarla. Questo ha senso, dentro e al di là della musica.


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1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? Il lato positivo, musica o non musica, è fare il cazzo che ti pare.  Ecco, questa cosa difficilmente ti viene perdonata.
2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

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