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Ha senso regalare la propria musica?

Anzi, ha senso regalare la propria arte?

Gli U2 hanno distribuito gratuitamente per gli utenti Apple il loro disco “Songs of innocence”, i Public Enemy stanno per distribuire gratuitamente il loro nuovo disco “Nothing is quick in the desert”.


Come faranno quei poveracci che suonano in piccoli locali a far fronte a questo “fuori tutto”?
Bono ha affermato che gli U2 “avevano paura che le canzoni a cui avevano dedicato la vita negli ultimi anni non venissero ascoltate”.

E quindi chi ascolterà i miei pezzi? 
E’ davvero così bassa l’attenzione del pubblico? 
Ha davvero senso questa paura? 
Ha senso questa guerra contro i mulini a vento?

Sì, ha senso e ne avrà sempre.

Sarà dura, dovrete litigare, faticare, fare rinunce e sopportare ma ne varrà sempre la pena.

Magari dopo una performance non vi pagheranno in denaro ma potrete ottenere una seconda data, o un video, o delle foto, o qualsiasi altra cosa che vi sia utile e che possa darvi una forma di guadagno.

Perché se voi per primi non date valore alla vostra arte, come potrà farlo qualcun’altro?

Se può consolarvi, delle 500 milioni di copie disponibili del disco degli U2, solo 81 milioni sono state scaricate (meno del 20%).

Ogni situazione può darvi un motivo per rinunciare o uno stimolo per andare avanti.

A voi la scelta.