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ELISE - Intervista alla cantante siciliana



1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?Se parliamo di musica penso che ci siano tantissimi aspetti positivi nel farla, più positivi che negativi. Il condividere sensazioni diverse, il trasmettere un’emozione a seconda dello stato d’animo che ognuno di noi vive in quel momento, anche lanciare un messaggio attraverso la musica è un fattore positivo, riuscire addirittura a comporre è per me una sorta di liberazione, ed è straordinario vedere come ogni emozione riesca a trasformarsi in una canzone. Quando poi le note che hai composto vengono apprezzate dal pubblico che hai davanti è una gioia unica.
I lati negativi in ambito musicale forse esistono solamente recentemente ma è più un problema di come gira il mercato che di musica stessa. La musica è e rimane sempre uno strumento che lega sentimenti, ricordi, momenti belli per tutti, a prescindere dall’età dell’ascoltatore.



2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? I talent sono un'ottima vetrina che aiuta a dare visibilità ad ogni artista, ma come disse Andy Warhol: Nel futuro ognuno sarà famoso al mondo per quindici minuti”. 
La realtà dei talent rispecchia questa frase per filo e per segno. Il problema è proprio questo, siamo sovrastati da pubblicità e servizi che ci garantiscono “la fama” e tutti vogliono avere successo, non per trasmettere qualcosa, per lanciare un messaggio ma solo per sentirsi importanti agli occhi del mondo, anche per pochi minuti, anche se l’indomani nessuno li ricorderà più. Quindi i talent riscuotono tanto successo perché la gente vuole questo, vuole sentirsi apprezzata e accetta tutto quello a cui va incontro. L’importante è valere qualcosa per se stessi, l’importante è trasmettere qualcosa ed emozionarsi. Il successo è ben accetto da tutti, ma a prescindere bisogna accettarsi e comprendere che essere famosi per 15 minuti equivale a non esserlo.

3) Credi che un artista debba schierarsi politicamente? / Approvi la politica nella musica? 
E' bello trasmettere attraverso la musica quelle che sono le proprie idee, però per parlare di certi argomenti bisogna essere essere informati al 100%. La storia ci racconta che molti, moltissimi gruppi rock (in particolare degli anni 60/70) denunciavano situazioni politiche, il mondo non è poi tanto cambiato da questo punto di vista; le cose sbagliate ci sono sempre e ovunque ma lanciare messaggi politici attraverso la musica credo che potrebbe essere controproducente per la carriera dell’artista.

4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?
Dipende dal tipo di compromessi, sono cose da valutare qualora questi si presentassero, ovviamente senza ledere la dignità dell’artista.

5) Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?
Si ma in maniera positiva. La musica unisce non divide, dunque attraverso una canzone puoi non solo stare in compagnia, divertirti insieme, ma puoi anche avvicinare i rapporti, coinvolgere più persone, sottolineare un affetto particolare o dichiararti. Ci sono tanti punti positivi che influenzano i rapporti con chi ti sta intorno rafforzandoli.

6) Sei legata alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?
Sono legata alla mia città, ma uno dei miei sogni più grandi è di vivere almeno per un periodo nelle località che vorrei da sempre visitare, al primo posto ci sono sia il Giappone che l’Irlanda e io amo in assoluto tutto di queste regioni. Spero al più presto di poter fare un viaggio e di potermi stabilire per un periodo in questi splendidi posti, poi mi piacerebbe vivere un po’ di tempo a Londra. Per il resto sono una ragazza molto curiosa e visiterei volentieri tutte le località più belle del mondo.


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1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? Il lato positivo, musica o non musica, è fare il cazzo che ti pare.  Ecco, questa cosa difficilmente ti viene perdonata.
2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

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