Passa ai contenuti principali

VALENTINO NEGRI - Leggi la sua intervista

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Beh l'aspetto positivo è proprio la musica stessa, quello negativo è che è sempre più difficile farla conoscere senza finire nel “calderone”, perchè c'e' troppa offerta e poca qualità non essendoci più alcuno filtro con l'utilizzo di internet , tutti si improvvisano musicisti dj e qualsiasi cosa che un computer possa fare da solo senza il bisogno di conoscere una nota di musica e senza saper cantare o suonare di fronte a delle persone reali.

2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?

Io credo che riscuotano successo in quanto a trasmissione televisiva , la musica e' decisamente tutta un' altra cosa . Per fortuna qualcosa sta cambiando .
3) Approvi la politica nella musica?

Nella musica approvo la ribellione, ma non approvo le forme di politica, riconducibili ad una qualsiasi bandiera, che opprimono la libertà e lo spirito . Non approvo il comportamento di artisti che si schierano a favore di un progetto politico solo per avere visibilità o favori , diciamo la verità. Un artista dovrebbe battersi per diritti e principi forti ma non dovrebbe mai giurare fedeltà ad una bandiera politica , altrimenti è naturale che nemmeno lui poi sarebbe libero di esprimersi e comportarsi.

4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?

Se l'avessi fatto a quest'ora probabilmente avrei già venduto qualche migliaio di dischi ahahah. Per ora non ho trovato compromessi accettabili, quindi proseguo per la mia strada e sono orgoglioso e felice cosi.

5) Pensi che fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?

In qualche modo credo di si, bisogna avere molto rispetto, tu devi comprendere loro e loro devono comprendere te, e chi no lo fa si auto elimina dalla tua vita , la cosa bella è che chi rimane al tuo fianco lo fa incondizionatamente e la cosa diventa reciproca ovviamente .

6) Sei legato alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?

Sono molto legato alla mia terra e alle mie radici, vivo in questo piccolo paese sulle colline dove ho anche il mio studio , lontano dal vortice delle città , mi muovo molto e quando ritorno qui vedo tutto in modo più lucido e reale, mi purifica i pensieri, e mi aiuta a tenere il contatto con la realtà.
Però ti devo dire che ho viaggiato molto sia in tour che per puro piacere di scoprire, soprattutto attraverso gli Stati Uniti ,sono sempre stato attratto dall'America.. quella ribelle ed ho trovato la mia “seconda casa” a Los Angeles dove ho trascorso moltissimo tempo della mia vita e dove mi sono ritrovato sin dal primo momento che l'ho conosciuta quando avevo 16 anni da li non ho mai smesso di andarci, quindi ti sembrerà starano ma sono questi i due posti in cui potrei vivere anche se sono all'opposto, ..io mi ritrovo qui. Un po' come le due anime che ci sono nel mio album Black.


Commenti

Post popolari in questo blog

LODOVICO GUENZI de "Lo Stato Sociale" risponde a 6 domande scomode

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? Il lato positivo, musica o non musica, è fare il cazzo che ti pare.  Ecco, questa cosa difficilmente ti viene perdonata.
2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

ANGELO BRANDUARDI - Oggi ha più senso suonare che fare dischi

Classe 1950, 50 album pubblicati e una carriera che incarna l'indipendenza come poche altre, Angelo Branduardi è un musicista che suona da anni e che ha accumulato un'esperienza e una dedizione alla musica senza pari. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo e di raccogliere le opinioni di un artista senza peli sulla lingua.

In un periodo in cui si parla molto di musica indipendente, cosa ne pensa della scena indipendente?

Io non la conosco molto ma in passato anche io e miei colleghi, che abbiamo avuto contatti con le multinazionali, potevamo contare su un'etichetta e una libertà assoluta. Negli anni d'oro della discografia, 70 - 80 - 90, al giovane talento venivano dati 5 anni di tempo e un piccolo stipendio mensile.
Ti dicevano: "Col primo disco ci perdiamo, col secondo andiamo a pari e col terzo guadagniamo."
Avevamo 3 possibilità, oggi ne hai una. 5 minuti e una pedata nel sedere.
In questo senso devo dire che un'etichetta indipendente ha un valore perch…

SPREAD - I vincitori di Sanremo sono solo retorici

1 - In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

​Inutile negare l’importanza dei like nel mondo della musica di oggi. I social però sono solo uno strumento che può aiutare a veicolare la tua musica. In sostanza: un buon disco può darti tanto
gradimento mentre tanti like da soli non fanno un buon disco. Comunque questi discorsi contano poco per noi che amiamo la musica ed è solo alla musica che rendiamo conto. È una cosa che si facciamo per stare bene con noi stessi. Insomma, meglio fare un bel disco che avere tanti like
ma chi può dire se un disco è buono? Di fatto i social in questo sono un termometro impareggiabile.