Il portale della musica Indie italiana
Anni fa io, un altro, e una terza persona suonavamo in un altro gruppo.

 

Fatto piccolo demo con sei canzoni.

 

Mandato in giro con la certezza di diventare famosi.

 

Un Tizio Produttore della Zona Industriale di Padova (T.P.Z.I.P) ci invitò nel suo studio e ci disse:
(T.P.Z.I.P)
Bene, dovete decidere voi: volete essere commerciali o di nicchia?
 


(NOI)         

Non lo sappiamo, dobbiamo proprio decidere?

 

(T.P.Z.I.P)  
…perché io posso registrarvi una canzone e fare diventare questa canzone commerciale o di nicchia, dipende dal suono che gli voglio dare… con me la stessa canzone può essere di nicchia o commerciale.

 

(NOI)    
?

 

(T.P.Z.I.P)
Volete della coca cola light?

 

(NOI)
grazie…

 

(T.P.Z.I.P)
tornando a noi: io vi registro il cd… sentite questa batteria (mise su un pezzo tipo world music africana…una tipa che si lamentava in una lingua sconosciuta)…l’ho campionata… è di Colaiuta… sapete Colaiuta…Colaiuta, cazzo sentite che figa!! Sentite che rullante! Pam pam pam!

 

5 min.
dopo

 

(T.P.Z.I.P)
guardate che è una scelta importante: voi vi sentite di nicchia o commerciali? Io ho dei canali importanti, ma voi mi dovete dire dove indirizzare le vostra cose. I suoni contano, sapete? Una canzone può andare in tv, su Canale 5 o essere più…di nicchia…basta dargli i suoni giusti…come dire…poi per voi che vi piacciono i Cure (ma chi glielo aveva detto mai?)…, io sono perfetto, campiono il rullante di Colaiuta, va benone anche per voi. L’unica cosa: costa 12 milioni e mi raccomando assegni postdatati che non voglio casini. Accettate?

 

(NOI)
…………………….. ci pensiamo…ti facciamo sapere.

 

 

In realtà a una cazzata del genere noi ci abbiamo pensato per davvero. L’ambizione giovanile è una malattia. E abbiamo fatto il viaggio di ritorno stretti tra le nostre depressioni e la nostra ingenuità. L’automobile andava più lenta del solito, tante parole, dubbi, noi che ci dicevamo che era l’atteggiamento di rinuncia a fregarci, nella vita e nella musica. E forse accettare la proposta avrebbe quanto meno curato le nostre piccole velleità di cantanti: una copertina stampata per bene, la nostra musica nelle case. Se poi fosse stata la casa di un’adolescente commerciale o di un trentenne di nicchia, cosa ce ne fregava?
All’autogrill, tra l’aria fredda della notte, abbiamo pensato che il discorso reggeva.
Poi ci siamo dimenticati di noi, del produttore e dei sogni. Quindi ci siamo dimenticati di tutto. Poi per alcuni mesi per ogni cosa ci chiedevamo se era di nicchia o commerciale. Lo prendevamo per il culo, in poche parole. Sogghignando. Una cosa che avevamo per una sera preso sul serio era diventata di colpo senza senso, da farci due risate. Non gli abbiamo mai risposto al produttore che diceva che avevamo un suono londinese e che la smenava con il rullante di Vinnie Colaiuta

La morale è che non è facile accorgersi subito delle cazzate (di nicchia o commerciali) che ti dicono e che fai, tranne quando hai esperienza. Oggi abbiamo quell’esperienza, purtroppo.