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BELLO L'INDIE! MA CHI LE SCRIVE LE CANZONI D'AMORE??? di Marco Battilocchi

Bella realtà quella della musica Indie. Quasi romantica, per gli amanti delle belle storie. Un mondo autogestito nato nelle sale prove e nei pub che si allarga sempre di più fino a ottenere la ribalta, la notorietà quella "da grandi numeri". Vantando realtà che ottengono consensi a livello nazionale. Alla faccia delle major e dei talent show. Chapeau!
Ma come si spiega questo fenomeno? Ci deve essere sempre un "movente sociale" che possa spiegare un successo di grande portata. Mi viene da pensare a una parola magica: condivisione. 

Se metti a fattor comune qualcosa di condivisibile, e lo "confezioni" nella maniera più adatta alla generazione a cui ti rivolgi, il successo è semi-garantito. Ma andando un pò più a fondo, volendo capire il CHE COSA viene messo a fattor comune e condiviso, le risposte quali sono? Qual è il contenuto dei testi delle canzoni Indie che vanno per la maggiore ? Di cosa si parla? Cos'hanno in comune Brunori Sas, Calcutta e i TheGiornalisti? 

Ci ho pensato molto e, sebbene parliamo di tre realtà molto diverse tra loro, la risposta mi è arrivata: il disagio. Da sempre le situazioni personali "critiche" sono quelle che hanno generato i più bei testi della musica italiana. Ma prima era diverso: il disagio degli anni 90 urlava la perdita o la speranza di un amore. Oggi è un disagio fine a se stesso. Una condizione sociale scialba, di chi si sbatte senza meta. Di chi vive giorno dopo giorno, di chi non ha la forza per costruire, per edificare. La grande impresa è riuscire a scrivere qualcosa che faccia prendere consapevolezza delle nostre condizioni "te ne sei accorto si? che parti per scalare le montagne e poi ti fermi al primo ristorante?". Verità. Attuale. Cronaca.
Oggi ciò che "tira" di più è proprio questo tipo di disagio. E quindi viene musicato ,cantato ,urlato e condiviso. Ogni periodo musicale è figlio naturale di un periodo sociale. E infatti i conti tornano. I locali "radichal-chic", retrò, vintage, sempre strapieni di giovani, sono il contenitore delle nostre serate ma anche lo specchio di quello che siamo oggi: "riutilizzatori del passato" (cambiato e modificato qua e là per non sentirci dei ricopioni). 


La musica (e la comunicazione in genere) segue lo stesso andazzo. I vari De Gregori, Battisti, Rino Gaetano, Venditti , Dalla che tornano "di moda". Stiamo riprendendo lo stile vecchio e lo rendiamo attuale parlando del nulla della nostra generazione. Stessa forma, contenuti impoveriti. 
E l'amore? Al posto dei "per sempre" c'è "tutta la notte" perchè oggi è tutta una "questione di sigarette fino alle sette e poi nulla più". E questo è quanto.
Secondo me tra 2/3 anni tutta questa bella musica di oggi non la ascolterà più nessuno. Perchè nasce con un concetto "usa e getta", così come sono le relazioni, così come sono gli amori. Tutto cambia e va veloce, niente dura e niente diventerà tradizione. E va bene così. Questa tendenza non si può cambiare, è una ruota che fa il suo giro ed è giusto che passi il tempo necessario prima che si torni a scrivere canzoni d'amore, canzoni "senza tempo".
Caro autore o musicista "nostalgico" , mettiti l'anima in pace: quelli che oggi riempiono i palazzetti di giovani, che spesso stonano e suonano con le sequenze, non stanno facendo altro che fare bene il loro lavoro. Perchè fotografare la realtà e scrivere una canzone a sua immagine e somiglianza, nella musica, significa "fare centro". 
Per fare altro comunque c'è sempre modo e tempo,in piena libertà, male che vada ci saranno sempre la mamma e la zia pronte a dirti "bravo".


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