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SPECTRE - La sua intervista



Oggi vi presentiamo SPectre, dj e producer di Torino che ha appena pubblicato il nuovo album "1984 movies" 

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? 

La musica ci insegna molte cose: il senso della bellezza, la spinta a ribellarci, il piacere della calma, la dedizione, l'amore. Questi sono solo alcuni degli aspetti positivi del fare o ascoltare musica. Non credo ci siano aspetti negativi nel crearla. Ce ne sono invece parecchi in ciò che le gira intorno: come in molte altri ambiti (il cibo, il lavoro, il tempo libero) una strumentalizzazione eccessiva volta alla massa snatura i risultati, abbassandoli intenzionalmente ad un prodotto di "quantità" e non di "qualità". Livello artistico e volumi di vendita possono assolutamente coesistere (Bowie, ad esempio), ma molto più spesso il primo viene sacrificato in favore del secondo. Lavorare in un ambiente con queste criticità può essere un aspetto negativo.

2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?
 

Non seguo i talent, non sono preparato a sviscerarne i punti di forza. Probabilmente rispondono alla necessità umana di avere dei simboli e all' ancora maggior piacere nel potercisi identificare. E' molto più semplice sentirsi vicini ad un concorrente che non ad una rockstar. In un mondo fatto di trasmissioni di cucina e programmi di gossip c'è sicuramente spazio anche per i talent.


3) Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica? 

Approvo qualsiasi cosa faccia star bene l'artista e chi lo ascolta. Se il messaggio che si vuole comunicare ha dei risvolti politici, si è liberi di puntare su quelli. Se chi ascolta viene toccato dai testi, politici o no, si è fatto un buon lavoro. Personalmente mi piace l'idea di non voler comunicare nulla, per cui sto lontano dai testi e in particolar modo da eventuali loro connotazioni politiche.


4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore? 

Certamente.



5) Pensi che fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)? 

Il musicista è una persona assente: fisicamente e mentalmente. Fisicamente per via dei tour e mentalmente perchè la musica è un qualcosa a cui si pensa in continuazione (così come tutte le attività di cui si è veramente innamorati). Questo può creare dei problemi relazionali, ma solo se non si ha a fianco una persona perfetta. Io ho la fortuna di averla, sono fortunato.


6) Sei legato alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere? 

Amo Torino ma vorrei vivere ad Honolulu. Piazza Carignano è bella ma non regge con l'oceano.


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2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

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