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LE VOCI DEL TEMPO di Miriam Gallea

Quello delle Voci del Tempo, per me, non è solo un progetto musicale da andare a vedere e seguire, ma una grande amicizia.
All'inizio la compagnia è nata come esperimento per raccontare la storia con le canzoni dal vivo. 
A monte, ci sono gli studi dello storico torinese Giovanni De Luna, che ha teorizzato e fondato  metodologicamente la possibilità di studiare la storia contemporanea attraverso fonti non convenzionali, come il cinema, la canzone, la stampa è così via.



Con l'incontro successivo di Peroni, Mario Congiu e Mauro Gurlino, il progetto é diventato esclusivamente Live e negli anni si è ampliato, raccontando di storie e personaggi non per forza legati alla musica leggera italiana.
Negli anni si è continuamente modificato, diventando dal prettamente didascalico a quasi teatrale, fino ad oggi, dove troviamo un format di letteratura e canzone recitato e interpretato chitarra e voce da Peroni e Congiu. 
"Spettacoli che inseguono il profilo di un personaggio storico o le contraddizioni di un’epoca.
Sempre più spesso, le libere evoluzioni della poesia". 
Nel 2011 ebbi la fortuna di entrare nel vivo di uno di questi progetti, su Adriano Olivetti, che diventò anche una graphic novel intitolata "Adriano Olivetti, un secolo troppo presto" - dove "Miriam" è uno dei personaggi disegnati della storia - disegnata dal Maestro Riccardo Cecchetti e una proposta culturale per le Aziende. 
Ad ogni modo, potrei stare qui a parlare del progetto per giorni: un progetto che ha parlato di Sognatori (Olivetti, Gigi Meroni, Andrea Pazienza), di cantautori (De Andrè, Tenco, Battisti, Vasco, Springsteen e Woody Guthrie) e che ancora racconta storie ed emozioni, attraverso le letture di Leopardi (cantato dalle canzoni di Sam Cooke), Tondelli (attraverso i testi di Springsteen), De Andrè attraverso le sue musiche e il suo romanzo "un destino ridicolo", Whitman (abbinato a Dylan) e in ultimo, Steinbeck con le musiche di Woody Guthrie.
Nel novembre 2015, il mio omaggio a questo progetto e a loro, è finito su una tesi di Laurea, parlando in specifico del progetto di Olivetti, ipotizzando un cambiamento di linguaggio e di argomenti proprio di questa azienda, attraverso il loro progetto. 
La ricerca delle Voci del Tempo ha reso per la prima volta possibile un intreccio di discipline che prima si faceva fatica a combinare, per rincorrere un pensiero o una tradizione andando al di là del linguaggio storico. È un progetto, inoltre, costruito sui luoghi, sulle persone e sulle relazioni che si instaurano di volta in volta.
Un percorso semplice e autonomo, che entusiasmi chi lo scopre, come è successo a me. 
Consiglio davvero di seguire il loro sito internet, dove potete trovare una gallery con audio, foto e video e di provare ad immergervi in uno dei loro spettacoli: vi renderete conto che la semplicità sa regalare tanto, e in questi anni ha saputo insegnarmi molto.



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