Passa ai contenuti principali

LA CHITARRA NUOVA - di Matteo Gorgoglione

Oggi ho fatto parte dell' esercito di cicisbei (eravamo tantissimi) alla ricerca delle ultimissime offerte dei saldi invernali. Cercavo una normalissima giacca a vento, un piumino, una cosa banale insomma. Da mettere tutti i giorni, come dicono le mamme. E invece no, la tecnica ha vinto anche qui. Ha vinto su queste giornate di normalissimo freddo, ha vinto su queste mattine di normalissima pioggia. 



Ecco cosa ho trovato: tessuto tecnico leggerissimo ma allo stesso tempo efficace contro il freddo (si sa che quando il giaccone ti pesa sulle spalle è una fatica impossibile), giacconi che puoi partire domani per la steppa, piumino che puoi stare ad aspettare la fidanzata sotto la pioggia per due ore e non sembra bagnato, tessuti speciali sotto le ascelle per non farti sudare (chi non ha mai fatto una mezza maratona con un giaccone addosso almeno una volta nella vita?), cerniere nastrate e pressurizzate (a prova di ladro), cerniere che ti coprono e ti esce solo un pezzo di testa di cazzo, giacca con due tipi di pile da inserire dentro (uno da everest e l'altro da acapulco), piumini testati per andare a meno trenta (sono pronto per andare in siberia). Ho pensato: ma fanno ancora dei piumini normali, per gente che esce la mattina e va a lavorare? Credo di no, tutto è pensato per quelli esperti, gli esigenti, i tecnici. Ormai dobbiamo vivere (e consumare) in linea con l'hobby. Ormai è impossibile non parlare di hobby, di tempo libero, di tecnica. La moda si adegua, ci tratta da esperti ma esperti non siamo. Tragicamente, tuttavia, ci sentiamo tali. Cosa voglio dire con tutto questo? Voglio dire che per anni ho suonato con una chitarra destra prestata da un caro amico, io che sono mancino. Scordata un giorno sì e un giorno sì, appunto perché la chitarra è una chitarra destra rivoltata. Poi mi sono preso bene con la tecnica, e sto comprando una chitarra finalmente mancina. Bella, perfetta, tecnica. Tutto bene, certo. Ma l’ispirazione non è più quella di una volta. Non avrò nulla da dire, sono vecchio e annoiato e abituato a questa misera vita. Ma il suono di questo nulla sarà perfetto, finalmente.


Commenti

Post popolari in questo blog

LODOVICO GUENZI de "Lo Stato Sociale" risponde a 6 domande scomode

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? Il lato positivo, musica o non musica, è fare il cazzo che ti pare.  Ecco, questa cosa difficilmente ti viene perdonata.
2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

ANGELO BRANDUARDI - Oggi ha più senso suonare che fare dischi

Classe 1950, 50 album pubblicati e una carriera che incarna l'indipendenza come poche altre, Angelo Branduardi è un musicista che suona da anni e che ha accumulato un'esperienza e una dedizione alla musica senza pari. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo e di raccogliere le opinioni di un artista senza peli sulla lingua.

In un periodo in cui si parla molto di musica indipendente, cosa ne pensa della scena indipendente?

Io non la conosco molto ma in passato anche io e miei colleghi, che abbiamo avuto contatti con le multinazionali, potevamo contare su un'etichetta e una libertà assoluta. Negli anni d'oro della discografia, 70 - 80 - 90, al giovane talento venivano dati 5 anni di tempo e un piccolo stipendio mensile.
Ti dicevano: "Col primo disco ci perdiamo, col secondo andiamo a pari e col terzo guadagniamo."
Avevamo 3 possibilità, oggi ne hai una. 5 minuti e una pedata nel sedere.
In questo senso devo dire che un'etichetta indipendente ha un valore perch…

BEBA - Il confine tra indie e mainstream è Calcutta

1 - In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like e un buon disco?
Senza dubbio conta di più un buon disco, una pagina con tanti like porta tanti like alle foto e tanti commenti, ma non porta le persone ai live.. quello lo fa solo la musica fatta bene.