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JAMES KAKANDE - Incontro con il cantautore inglese

Siamo felici oggi di incontrare James Kakande. Il musicista, noto per il suo successo radiofonico "You You You" del 2006, è oggi tornato sulle scene dopo una rinascita artistica. Il nuovo lavoro "Electric Magnetic Love Thing", in uscita a Giugno, segna infatti un nuovo percorso per l'artista che riflette con intelligenza sui nostri tempi e ci ricorda che c'è sempre un lato positivo in ogni situazione.

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Per me non c'è neanche un lato negativo nella musica
Con la vita che ho condotto prima e con quello che faccio ora ogni giorno di settimana in settimana, la musica ha fatto tanto per me, è stata il mio paracadute, mi ha aiutato a scrivere nei momenti di tristezza e nelle ore più buie della mia vita. Mi ha dato l'opportunità di scrivere e cantare la vita in qualsiasi momento, sia fossi nella mia camera da letto
o su un palcoscenico.
Se dovessi dire un aspetto negativo, è che a volte devo svegliarmi
nel bel mezzo della notte, perché arriva un'idea!!


2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?

Tutti vogliono esprimersi in ciò che credono essere la propria vocazione, se questo significa passare attraverso un talent per arrivare a cantare di fronte a più persone possibili, che ben venga.
Allo stesso tempo, quando si chiede a una di queste persone che fanno questi provini qual è il loro sogno e la risposta è diventare famosi o andare ad X Factor, allora è diverso perché questi contenitori sono show perfetti, meravigliosi intrattenimenti soprattutto per coloro che li vedono da casa!
Il timore è che situazioni del genere chiudano le porte a tutti quegli artisti che lavorano con umiltà, che suonano nei loro garage, on the road e che non vogliono passare per i talent show;  non bisogna far passare il messaggio che il business sia più importante o conti più del talento. Non tutti vogliono diventare una pop star, alcune persone vogliono solo fare buona musica di fronte a persone che apprezzano la buona musica.

3) Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

Credo in quello che diceva Nina Simone e cioè che il lavoro dell'artista è anche quello di scrivere di ciò che sta accadendo nel mondo. A volte, quando vedo la follia in cui viviamo per me è proprio necessario scrivere di quello che mi tocca. Avendo la possibilità di condividere le cose su più ampia scala posso, nel mio piccolo, sensibilizzare le persone su quello che le circonda ma non mi sveglio con l'intenzione di per scrivere una canzone politica! Cerco solo di condividere una verità attraverso il mio modo di vedere il mondo.

4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?

Solo per vendere dei dischi in più, no.
Ma non giudico neanche quelli che lo fanno. In fondo a volte si tratta solo di fare qualcosa per raggiungere uno scopo e se non è una brutta cosa, allora ok! Do it!



5) Pensi che fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?

Certo che influenza amici, famiglia e così via..., di solito queste persone sono i primi critici, ed è proprio da loro che vorremmo vedere il primo sorriso ascoltando una nostra composizione, sono loro i primi che vogliamo rendere orgogliosi di noi!

6) Sei legato alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?

Ho legame con ogni luogo che ho visto o in cui ho vissuto, perché ho scritto in tutti quei posti e penso di essere in grado di dire dove ho scritto il 90 per cento delle mie canzoni e attraverso loro ricordo quei luoghi. 


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1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? Il lato positivo, musica o non musica, è fare il cazzo che ti pare.  Ecco, questa cosa difficilmente ti viene perdonata.
2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

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