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Io non riesco a stare dietro agli annunci dei festival - di Paolo Plinio Albera

Io non riesco a stare dietro agli annunci dei festival. Per fortuna d'estate a Torino le cose da fare non mancano. Ma gli annunci dei nomi, in primavera, sono ogni giorno un sasso nello stagno che disordina i già disordinati pesciolini ormoni di stagione.

Io non riesco a stare dietro alle pagine Facebook dei festival. Ho messo like alle pagine dei principali festival torinesi, così da rimanere quotidianamente aggiornato. Arriveranno più in là i manifesti, cum'a 's fasìa na volta, ogni anno sempre meno perché siamo nell'era della rete e dei social. Così i manifesti non servono ad annunciarti gli eventi, piuttosto a ricordarteli (come se io non fossi già facebookdipendente!).



E poi i festival sono così veloci. Io non riesco a stare dietro alle cose veloci in generale. Non so se ci hai mai pensato: sembrano durare tanto ma volano via in un baleno. Mesi di attesa per un'emozione che dura il tempo di un sasso lanciato nello stagno. Prendi il biglietto mesi prima per un concerto che in un'ora e mezza è già finito. Di questa ora e mezza, tanti impiegano mezz'ora a fare video brutti col cellulare. Io la mezz'ora che potrei sprecare facendo video col cellulare la passo distraendomi e perdendomi nei pensieri miei.

Io non riesco a stare dietro ai pensieri miei. Dice vai a un concerto, divertiti, trova uno svago, ma non si fugge mai veramente da se stessi. Ah! Il festival dei pensieri miei! Almeno la stagione è quella giusta per migliorare la disposizione d'animo. Il carrozzone degli annunci parte in primavera, quando guardi il mondo rifiorire e anche i festival ti fanno sentire contento della tua città che hai disprezzato tutto l'inverno. Poi i festival arrivano davvero, e o ci vivi dentro, oppure ti senti triste e solo e orgoglioso per non essere andato all'evento imperdibile superfantastico del cantante del momento di cui tutti parlano tranne te.

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