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IO CON LA MUSICA CI SONO NATO - di Matteo Gorgoglione

Da anni cerco di rispondere a questa domanda, ma non ci sono mai riuscito. Quando leggo (leggevo) le interviste agli artisti musicali che mi piacciono tanto (per farvi capire intendo americani o inglesi giovani indie alt. country post rock tipo quelli sulla copertina del mucchio o di rumore insomma), a un certo punto c'è sempre la domanda "come hai iniziato a suonare?". 



La risposta è da sempre più o meno sempre e solo questa (ora faccio un elenco): "in casa mia la musica è stata sempre al primo posto, mio nonno ascoltava jazz, mia zia ascoltava solo i Genesis, mia sorella mi passava i dischi di Captain Beefheart, mio zio aveva conosciuto Lester Bangs, mia mamma era una cantante lirica, in casa mia da piccolo in soffitta tovai un fender rhodes, mio cugino stava con una ex fidanzata di uno degli MC5, un giorno al mercatino ho trovato tutti i dischi di Richard Thompson (avevo tre anni), una mia fidanzata mi aveva portato al concerto degli Stooges, avevo un vicino di casa che suonava il Mellotron".
Mi chiedo, e mi sono sempre chiesto: è così o è una invenzione per noi creduloni? Come mai questi artisti avevano i papà alcolisti che nonostante la dipendenza non si perdevano un gorgheggio di Tim Buckley? (e che li picchiavano ascoltando Scott Walker?).
Non è possibile, dico. E poi, come è possibile che quelli che fanno soul funk rhythm and blues da bambini avevano tutti, ma dico tutti, tutto il catalogo della Motown in casa?
Chiaramente ci hanno preso in giro, e continuanao a farlo. 
Io, ad esempio, sono nato con la musica di Don Backy e di Jimmy Fontana. Li ascoltavo d'estate, in una 127 verde che andava al paese.

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