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Non è semplice intervistare il Calcutta di Torino. E non perché Marco Salvai non sia simpatico e gentile, tutt’altro. Ma semplicemente non ha voglia di stare a dare spiegazioni. Punto. È un lunedì mattina e a Torino sembra venir giù un diluvio monsonico. È il lunedì dopo il TuDays Festival, quello dove venerdì sera Calcutta di Torino ha davvero fatto il botto: al parco della Pellerina  non si sa quante persone si siano radunate solo per sentire lui e cantare tutti i suoi pezzi in coro.
Non che non bastassero le altre date sold-out da dicembre a questa parte, le solite views citate per i video su YouTube.  Il Calcutta di Torino adesso ha anche un pezzo che potrebbe diventare il classico tormentone-indie dell’estate, Oro?o Scopo?, per cui iniziamo, ingenuamente, proprio da lì.

Oro?o Scopo? è un pezzo un po’ piacione, non mi dispiace affatto, io l’ho sentito e risentito già 1000 volte.
Ah sì? No, a me non piace, sinceramente. L’ho presentato al concorso “Emergenza abbiamo bisogno del Rock” e mi hanno detto che non avendo  superato la soglia dei 47 amici presenti, partecipanti e votanti…posso al massimo cantare la canzone davanti al portone di Gianfranco dei Murazzi, sperando che esca a salutarti lo stesso Gianfranco.
Ma come non ti piace, quando mai un artista non ama un suo pezzo?
No, è una canzone che ho scritto un paio di anni fa, in una notte, come regalo per il figlio di un mio amico Francesco Bella . Io suonavo le percussioni per lui in quel periodo ed eravamo a Borgaro, alla festa del Partito Radicale, dove avevamo fatto un vero disastro ed eravamo dovuti tornare a Pianezza per dormire. Proprio in quel momento aveva saputo che la sua fidanzata aveva partorito due gemelli. Noi non avevamo un regalo e abbiamo pensato di regalargli una canzone e quindi gli abbiamo dedicato Oro? O Scopo?. Francesco ha gradito molto, ci ha risposto: “Ma che è sto schifo?”. Forse non gli piacevano gli arrangiamenti.
Qualcuno ha detto che ora hai abbandonato i “suonini fatti con strumentini”…
Ma io gli strumentini non li ho mai usati! Né io, né I Cane nè I Quasi Cani, usiamo dei synth da 6mila euro, non abbiamo xilofoni né tastierine Bontempi. Comunque adesso ho proprio voglia di rimettermi a suonare l’arpa, mi sono anche comprato degli strumenti nuovi da Merola.
È il fatto di esserti reso conto di aver fatto un pezzo più “facile” che non ti piace?
Ma no, è solo che i pezzi dell’album rappresentano perfettamente quello che ho vissuto quando ho pensato al mio amico che suona in quella Band famosa di Torino …si dai! quella che tutti vanno a sentire perché ha passato il turno a CRUEL, quel concorso dove ti ritrovi in giuria il “Grande Produttore” che senza conflitto di interesse giudica e vota a favore dell’artista che sta producendo… Poi ci ho messo in mezzo quel bridge lungo che non c’entra niente con il pezzo ma probabilmente c’entra di più con me. Comunque è un pezzo “Semi-Facile”
Quindi uscirà nel tuo album rap-stile-Gemello che avevi pronto per giugno-luglio?
Ma de che? Che album rap? Ma questa dove l’hai sentita? L’unica cosa che ho detto è che mi piace il gemello di Francesco Bella che è anche il produttore dell’ultimo disco Indie, Alternativo, Pop, Classico, Gregoriano, Mastodontico e Musicalmente adatto dell’artista Torinese “SuorLati”

To be Continued….il vostro Calcutta di Torino