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1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Se con “fare musica” intendiamo anche i  non professionisti, pensiamo che non ci sia un lato negativo nel farla: è una passione;  senza dubbio è bene porsi degli obiettivi e crearsi aspettative, ma va presa per il verso giusto, altrimenti finirai per odiarla e basta. Come tutte le passioni richiede tempo, dedizione e anche un sostegno economico, soprattutto se si vuole andare oltre per tentare di farne una professione. 

 



2) ​I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?
 
Il talent è puro intrattenimento mediatico, il 90% della gente capta e assorbe tutto quello che vede in tv e sui social, più le cose sono “pompate”, ben costruite e più ne parla, più ne segue. D’altronde tutto ormai “dura” meno del previsto; conta molto il pacchetto di presentazione e ci passa davanti con una rapidità allucinante. Basta pensare che esce un telefonino ogni 3 mesi, così come ci sono almeno 4-5 personaggi nuovi all’anno frutto dei talent, che poi hanno vita artistica altrettanto breve. 


3) Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

 
Per il genere musicale che facciamo noi, Il Rap nasce proprio come musica di protesta… poi che si sia persa questa identità è un’altra storia; È giusto poter parlare di qualsiasi cosa e quindi anche di politica. Il vero problema per un artista che intraprende questo percorso rimane quello di cercare si essere Super  Partes, cioè denunciare, ma senza  schierarsi in modo netto. 

 

4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?
 
I compromessi fanno parte della vita, basta sapere a che cosa si sta puntando. 
È come dire: “raggiungerei il mio obiettivo a qualunque costo”. Per ciò che ci riguarda non siamo di questa idea, o meglio la sposiamo solo in parte. Se il compromesso significa investire soldi, pratica, studio e sperimentare diverse collaborazioni allora siamo già pronti, ma se significa cambiare testi, argomenti e genere musicale per vendere di più sarebbe un torto a noi stessi. È come dire “non andrei mai ad Amici manco se mi pagassero”  e poi prego Maria perchè mi dia la possibilità di farlo perchè è l’unica via per arrivare subito … si chiama ipocrisia no? e noi non siamo ipocriti. 

 

5) Pensi che fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?
 
Nel nostro caso quando dici che fai musica Rap c’è chi ti vede sotto un altra luce e chi è fomentato e ti porta sul palmo della mano. Noi siamo così e non ci cambia il fatto di fare musica o meno, perchè siamo noi, la musica ci aiuta con noi stessi più che con gli altri. Avremmo avuto gli stessi rapporti anche se non avessimo suonato nemmeno il flauto, come loro amano noi per come siamo e non per quello che facciamo. 

 

6) Sei legato alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?
 
Esistono vari posti nel mondo sicuramente più belli o più all’avanguardia, Whisky ha vissuto per un periodo a New York ed è stata una magnifica esperienza; 

 

In Italia se riesci a spostarti a Milano puoi senz’altro avere opportunità diverse dato che è una città piena di movimento, di affari, di etichette discografiche, per fortuna che internet ha accorciato di molto le distanze. Comunque siamo entrambi nati a Roma e alla fine torniamo sempre qui perchè ci lasciamo il cuore.