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Caro Morgan, mi permetto di ricordarti che 10 anni fa eri un artista che scriveva e suonava cose abbastanza fantastiche.

 

Nel 2007 usciva “Da A ad A”, secondo e ultimo album di inediti di Morgan. Io e Matteo Gorgoglione eravamo casualmente vicini di casa e questo disco ci piaceva molto, anche se era complicato. Era il tempo in cui le cose complicate non andavano di moda (stava emergendo Dente).

 

“Amore assurdo” era una canzone meravigliosa. Talmente bella da strappare anche un mite consenso da parte di Niccolò Bosio che odia sempre tutti.

 

Morgan era artista libero e giocondo e quando l’ho visto dal vivo era da solo col pianoforte, capelli neri lunghissimi, irresistibile come sempre. In un delirio di cazzeggio ha fatto tutta “Bohemian Rhapsody” dei Queen. Poi ha fatto “Questo piccolo grande amore” imitando la voce di Claudio Baglioni. Only the brave. (Solo quelli bravi)

 

E poi? Godiamoci una decade di decadenza

 

E poi ci sono stati i dischi di cover, in cui Morgan reinterpretava i classici della canzone italiana. Benché dei classici non ce ne freghi una beneamata, l’abbiamo comunque rispettato.

 

E poi ci sono stati gli anni di X-Factor, e io tutti i giovedì incollato su Rai2 a vedere Morgan personaggio televisivo geniale molto più di Manuel Agnelli se devo dire la verità.

 

E poi c’è stato il Sanremo dove Morgan è stato escluso all’ultimo momento perché ha detto in un’intervista che fumava crack e poi è andato a chiedere scusa a Bruno Vespa a “Porta a Porta”.

 

E poi c’è stata una mezza reunion dei Bluvertigo con qualche mezzo concerto e un inedito portato a Sanremo, “Semplicemente”, titolo poi sciacallato da un altro gruppetto indie pop.

 

Morgan, sai che c’è? Hai rotto il cazzo. Sono dieci anni che bisogna fare un disco vero. E tu trovi tutte le scuse, prima le cover, poi X-Factor, poi il crack, poi Sanremo, ne hai sempre una. E faccio finta di non ricordarmi di quando sei andato ad Amici! Non ti voglio più vedere. Scissione!

 

Questo non l’ho detto io. L’ha sicuramente detto Andy dei Bluvertigo o almeno l’ha pensato. Sarebbe dovuto uscire un album a nome Bluvertigo, ma uscirà a nome Morgan. O almeno così si dice.

 

E allora i Bluvertigo vogliono fuoriuscire da lui e continuare senza. Ma non gliel’hanno neanche detto. Come credono di tirare avanti senza Morgan? Pensano che nessuno se ne accorga?

 

Certo però che il nuovo logo post-scissione è amabile. Falce e martello composta da un punto esclamativo e un punto interrogativo. La buona vecchia sinistra! Il partito comunista! I valori del socialismo! Fanno bene? Fanno male? Sto bene sto male?

 

Godiamoci un’altra decade di decadenza.