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MARTINA VINCI - La sua intervista

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Gli aspetti positivi della musica sono innumerevoli. Per chi sente la necessità di “fare musica”, essa è lo spirito che guida la sua quotidianità, ogni scelta. Creando un legame con le persone, suscitando emozioni e riflessioni, spingendoti a fare sempre meglio, la musica dà senso alla vita. Di negativo ci sono le difficoltà di farla diventare una professione a tutti gli effetti.




2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?

Credo che il motivo principale per cui i talent riscuotano successo sia l’evidente visibilità che danno a chi partecipa. É una visibilità immediata, che costa meno fatica della gavetta di locale in locale ogni settimana e assicura ascolti, sia online, sia durante i concerti dal vivo che si faranno una volta usciti dal talent. Credo si debba essere però molto preparati, con le idee chiare sulla propria direzione e impegnarsi tanto, per avere costanza e credibilità a lungo termine una volta usciti dal talent.

3) Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

Non mi piace il verbo “dovere”. L’arte non è un dovere e non lo sono i suoi contenuti. Penso che questa sia una scelta personalissima e ognuno debba seguire ciò che sente più affine a se stesso.
Sicuramente l’arte è influenzata dalla politica, dai cambiamenti sociali e culturali, non potrebbe essere altrimenti.

4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?

Dipende da cosa si intende per compromessi. Se per compromesso intendiamo fare qualcosa di cui non sono convinta, no, non lo farei. La chiave, per me, è cercare di esprimere qualcosa che mi rappresenti, ma sempre tenendo conto che sto suonando/cantando di fronte ad altre persone.
Quindi è importante cercare di non dare nulla per scontato, di essere chiari, comprensibili per chi ascolta, che non significa essere banali o limitarsi. Se questo è un compromesso, allora lo trovo essenziale e naturale, rimanendo sempre fedeli a ciò che si pensa e si vuole esprimere, sentendosi liberi di parlare di tutto, con una propria lente sul mondo.

5) Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?

Sicuramente la musica influenza l’approccio con cui vivo le relazioni con gli altri. Si conosce moltissimo di una persona ascoltando la sua musica. A volte si scrive nelle canzoni quello che a voce si fa fatica ad esprimere, o semplicemente si cerca di mettere ordine ai propri pensieri. I rapporti più profondi e veri che ho, sono con persone che hanno a che fare anch’esse con la musica e con l’arte.
Anche la famiglia ha un ruolo fondamentale, posso dire di avere la fortuna di essere sempre stata sostenuta in questo percorso dai miei genitori, anche se significa essere spesso fuori casa, tornare tardi e alzarsi presto, viaggiare e stare lontani, ma loro ci tengono a sostenermi ed essere presenti il più possibile.

6) Sei legato alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?

Amo moltissimo Genova e la Liguria in generale. Ma amo anche viaggiare, confrontarmi con culture e storie lontane dalla mia, scoprire qualcosa in più su di me entrando in contatto con la diversità.
Finché rimaniamo chiusi nella nostra città, pensiamo che tutto funzioni come abbiamo visto da quando siamo nati. Quando si viaggia si vede tutto da nuovi punti di vista e questo ci permette di creare il nostro. É lo stesso atteggiamento che ho verso le persone. É fondamentale avere rapporti profondi anche con chi è diverso da noi, altrimenti sarà come confrontarsi continuamente con se stessi e questo ci fa perdere un sacco di sfumature della nostra personalità. Dialogare con chi la pensa in maniera differente, mettersi in dubbio, non avere paura di cambiare, è la base più solida su cui si possa costruire la propria vita. Non farlo, significa ristagnare, a volte per paura o debolezza.
Sarebbe splendido se la musica nel tempo mi potesse portare in luoghi nuovi e mi facesse conoscere sempre nuove persone. Non so dove vorrò vivere in futuro, adesso è presto per chiedermelo.



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1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? Il lato positivo, musica o non musica, è fare il cazzo che ti pare.  Ecco, questa cosa difficilmente ti viene perdonata.
2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

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