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MARGHERITA ZANIN - Le sue opinioni

1) Cosa ha ti ha spinto a fare musica? A quanti anni hai iniziato a cantare?

L'arte ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella mia vita; senza di essa non avrei superato alcune situazioni spiacevoli. Mi sono avvicinata alla musica che avevo 17anni e, tornassi indietro, continuerei a scegliere la stessa compagna di viaggio.
La vita ti pone davanti a molti ostacoli e, senza nessuna forzatura, ho lasciato entrare nel mio cuore solo il bello che arrivava, facendo tesoro dell’esperienza.


2) I talent sono spesso criticati ma, a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Hai mai pensato di partecipare a dei provini per un talent?

I talent sono una grande finestra sul mondo della discografia ma non sempre si è adatti in tutto e per tutto ad affrontare un certo tipo di percorso. 
Sicuramente, ci sono molte strade possibili da percorrere ed io non mi sentirei in difetto nel provare ad affrontare una sfida del genere. 
Oggi, mi sento un po' più matura di qualche anno fa, pur essendo ancora molto giovane. Penso che tutte le esperienze, se vissute in modo positivo ed intelligente, portino alla luce. Bisogna crederci, sempre; con i piedi ben piazzati per terra e con tanto amore.

3) Sei favorevole che la politica entri nella musica? La politica è nella tua musica?

La politica è sempre argomento di dibattito; credo che sia giusto cercare sempre di trattare l'argomento con intelligenza e conoscenza. Nei miei testi è presente la politica del sentimento, che trovo più vicina a quello che sento io nella mia vita. L'amore che cambia il tempo e la storia; l'amore che tenta di insegnarci qualche cosa. Io amo la musica italiana d'autore ed uno dei miei preferiti è il grandissimo Giorgio Gaber. Lui parlava di politica nei suoi testi e lo faceva con ironia ed intelligenza; insomma, poteva permetterselo.

4) Cosa vuoi dirci con il tuo disco “Zanin"?

Il disco ''Zanin'' è un viaggio alla scoperta della mia persona, delle situazioni in cui mi sono trovata in questi anni, del mio legame enorme con i sentimenti e sicuramente racconta in modo sincero attimi di vita vissuta che lasceranno sempre un ricordo nella mia vita, indelebile, che mi riporterà indietro nel tempo senza fare del male.

5) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?

Io non sono una persona che ama scendere al "compromesso" ma credo che esistano compromessi fattibili e necessari in maggior parte dei mestieri. Penso sia importante lavorare sempre con professionalità e dedizione. Non scenderei mai a compromessi che potrebbero compromettere la mia felicità o quella delle persone che amo. Io non sono una persona che ha una fame di successo smisurata e fuori limite; credo nella bellezza della vita, amo la musica e faccio questo percorso con passione. Vivo ogni attimo al massimo e cerco sempre di godermi ogni momento. Penso che, per fare questo tipo di lavoro, gli artisti abbiano il dovere di comportarsi umilmente. Noi siamo dei privilegiati, abbiamo un dono e dobbiamo volergli bene ogni giorno. È questione di rispetto.

6) Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?

Essere 'umani creativi' è una fortuna immensa ma costa sacrificio e dedizione. 
L'arte porta l'artista a ricevere una sorta di incantesimo antico, che molte volte, diventa un'arma a doppio taglio. 
Il desiderio di fare arte, molte volte, si trasforma in un bisogno così potente da pensare che la propria felicità debba essere basata solo su quello e non su altro. Non è cosa semplice, non è facile controllare gli impulsi. Credo che si debba sempre essere consapevoli dell'enorme fortuna che abbiamo e di come poterne fare tesoro per rendere il viaggio della vita molto più leggero e spensierato. L'arte è magia potente, bisogna dosare con cura.

7) Sei legata alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?

Non dimenticherò mai le mie radici e non dimenticherò mai le persone che ho avuto il piacere di conoscere nella mia vita.


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2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

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