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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2017

MARTINA VINCI - La sua intervista

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Gli aspetti positivi della musica sono innumerevoli. Per chi sente la necessità di “fare musica”, essa è lo spirito che guida la sua quotidianità, ogni scelta. Creando un legame con le persone, suscitando emozioni e riflessioni, spingendoti a fare sempre meglio, la musica dà senso alla vita. Di negativo ci sono le difficoltà di farla diventare una professione a tutti gli effetti.



IO VOLEVO NASCERE ROCKSTAR - di Miriam Gallea

Voglio dire, ecco si, proprio una rock star vestita di pelle con la chitarra elettrica e i tacchi.  Uno ci spera ancora, ovviamente, e anche se il Bluegrass e i cantautori stanno occupando quasi tutta la mia formazione musicale attuale, dentro di me - eddai su, ammettetelo che in fondo anche voi un po' lo pensate - c'è una tizia vestita di pelle con le frange e la chitarra elettrica. 

LA ROUTE DU ROCK - di Matteo Gorgoglione

Nella mia vita ho sempre fatto di tutto per farmi mancare tutto, ma una cosa ho voluto proprio farla: il festival rock. Nel lontano 2004, io, lei, e due nostri cari amici, andammo a vedere “La Route du Rock”, un festival rock che si teneva a Saint-Malo, in Bretagna. 3 giorni di rock and roll, 65 euro, 40 concerti, campeggio gratis, band che neanche ve le dico: “pensa che figo vedere un concerto dopo l’altro!”. Eh, la musica è stata sempre la mia vita! 




FUKJO - L'intervista

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?
Sin da quando eravamo adolescenti nella musica abbiamo ricercato l'alternativa alla staticità del vivere in provincia. In genere o si giocava a calcio o si finiva a fare gli emarginati sociali, ascoltando i dischi che non ascoltava nessun altro tuo coetaneo, riempendoci quasi d'orgoglio della propria “diversità”. Questo senso di distacco dal conformismo poi negli anni credo ci abbia donato un forte senso critico nei confronti della vita stessa. Ecco probabilmente la musica ha di positivo proprio questo, sviluppare una maggior sensibilità sotto questo punto di vista. Imparare ad apprezzare le diversità, assimilandole quasi e rendendole un'esperienza importante di crescita.
Di negativo forse c'è principalmente la precarietà dal punto di vista lavorativo. Tutto passa inesorabilmente dalla propria arte, dal proprio genio. A prescindere dal riscontro mediatico e dal successo che quell'opera artistica possa riscuotere…

MICHELE CRISTOFORETTI - Conosciamolo

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?
L'aspetto positivo credo sia nella possibilità di esprimere concetti, anche piuttosto  nascosti, personali o scomodi per molti, con un permesso speciale dato dalla musica in sè. Quello negativo penso sia di certo i chilometri di commenti che si scagliano su un tema in particolare trattato, piuttosto che sui propri gusti o inclinazioni di genere si ha voluto prendere.  

BETTA - Intervista alla cantante catanese

1) Quali sono i pro e i contro del fare musica?
I pro e i contro del fare musica sono insiti innanzitutto in noi stessi. Si deve sempre prestare attenzione al linguaggio di oggi e considerare i tempi e modi in cui la comunicazione musicale arriva alla gente da una parte, e contemporaneamente cercare di seguire le proprie idee e il proprio modus operandi nel rendere comunicativo ma mai spersonalizzato il nostro vivere e fare musica.

MADE IN ITALY - La loro intervista

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?
Un aspetto positivo nel fare musica, secondo noi, è quello che non ci si annoia mai, si è a contatto con molta gente, si girano posti diversi, e poi si può trasmettere alle persone che ascoltano le proprie emozioni e la propria passione. A parer nostro aspetti negativi non ce ne sono… perché mai dovrebbero esserci? ;-)


MALEIZAPPA - Intervista con la band comedy rock campana

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?
L’aspetto positivo sono le tante groupie che ci sostengono e ci adorano L’aspetto negativo è che non ce la danno.

Ma non raccontare a me che cos'è la libertà!

Capitolo 1

Sei un musicista
lei s'innamora
viene ai tuoi concerti
le piace che suoni
si interessa alla tua arte

Capitolo 2

lei è gelosa
perchè fai i concerti
e della musica stessa
e non hai mai tempo
e devi sempre fare le prove
e sei sempre in giro

Capitolo 3

L'amore finisce
discussioni inutili
qualche pianto
molto stress
suoni peggio
ci si lascia
lei si mette con uno che è il tuo contrario





SCACCIA SCACCIA SATANASSO - di Matteo Gorgoglione

Ok, devo inventarmi di meglio. Basta rispondere sempre “ehhhhh?” dall’altra stanza quando mia moglie mi dice:“guarda che bella giornata, andiamo al Valentino?”. Le ho provate tutte: ho boicottato, mi sono finto stanco, mi sono inventato un impegno. Ma ora devo trovare qualcosa di nuovo e risolutivo. 




NICOLE STELLA - Intervista con la giovane cantautrice

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?
Credo che l’aspetto negativo più evidente, arcinoto anche ai non “addetti ai lavori”, sia l’instabilità economica. Chi decide di fare il musicista deve avere davvero molta tenacia e credere parecchio nel proprio progetto per non cedere alla tentazione di arrendersi di fronte alle difficoltà. Di aspetti positivi, invece, ce ne sono moltissimi. Per me è soprattutto una questione di libertà: grazie alla musica sono libera di vivere come sognavo, dedicandomi interamente alla scrittura dei miei pezzi, alle performance e ai viaggi tra un’esibizione e l’altra.

LO STRANO CASO DEL MUSICISTA NELLA METROPOLITANA di Anselmo Cane

«Un mattino qualsiasi un uomo iniziò a suonare il suo sax nella metropolitana. Per quasi due ore suonò con maestria complicati temi di jazz e improvvisazioni bebop. Eppure solo 2 persone, di cui una un bambino di 3 anni, si fermarono ad ascoltarlo. Alla fine delle due ore aveva raccolto 4 dollari e 50 cents. Quell'uomo era un famoso jazzista, e nessuno lo aveva riconosciuto. Ma la sera stessa quello stesso jazzista si esibì in un famoso locale e stavolta le cose cambiarono: vennero a sentirlo in 5, il gestore non volle pagarlo perché non aveva portato abbastanza clienti e uno del pubblico gli chiese: "sì ho capito che sei un jazzista, ma cosa fai di lavoro?"»

L'uomo più alto del mondo nella musica c'è, ed è fighissimo - di Miriam Gallea

Da qualche anno mi sono imbattuta in un cantautore davvero particolare, che si fa chiamare The Tallest Man on The Earth. Svedese, bello e bravo e, si, pure alto! È incredibilmente semplice, chitarra e voce solo, uno stile alla Bob Dylan e vi ho detto tutto. Pare che il successo se lo sia costruito registrando tutto da casa sua, o in qualche casetta di legno nella campagna Svedese. La mia ex coinquilina un giorno mi disse: "prova a sentire lui, dovrebbe venire a Torino, a Spazio211, lo andiamo a vedere?".

Raphael Gualazzi e Cesare Cremonini: affinità/divergenze - di Paolo Plinio Albera

Siamo al limite del classico “Coincidenza? Non credo”. Le affinità tra Raphael Gualazzi e Cesare Cremonini sono milioni di milioni. E non parlo solo di evidenti somiglianze fisiognomiche.



LA MIA STORIA TRA LE DITA - di Matteo Gorgoglione

Con quale straordinario coraggio, e con quale esemplare ispirazione, Gianluca Grignani inizia la sua canzone con “sai penso che non sia stato inutile stare insieme a te”, dicendoci da subito che la storia è finita. Ci sorprende fin dalle prime battute, perché parla del sentimento più ignorato ma profondo dell’amore che finisce: la gratitudine. 



CABOTO - L'incontro con l'artista

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? No, aspetti negativi non ne voglio trovare! La musica è innata in noi come mezzo di comunicazione positivo, i bambini piccoli la vivono con una naturalezza totale, ci avvicina, in fondo è un gigantesco e perenne rituale di accoppiamento (altrimenti il cavernicolo che avesse perso tempo a suonare il flauto d’osso invece che cacciare i mammut, si sarebbe estinto non vi pare?). A me la musica ha soprattutto portato amicizie belle e durature. Non parlo ovviamente dell’ "ambiente musicale” dove le occasioni per le brutte esperienze si sprecano...  

MARGHERITA ZANIN - Le sue opinioni

1) Cosa ha ti ha spinto a fare musica? A quanti anni hai iniziato a cantare?
L'arte ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella mia vita; senza di essa non avrei superato alcune situazioni spiacevoli. Mi sono avvicinata alla musica che avevo 17anni e, tornassi indietro, continuerei a scegliere la stessa compagna di viaggio. La vita ti pone davanti a molti ostacoli e, senza nessuna forzatura, ho lasciato entrare nel mio cuore solo il bello che arrivava, facendo tesoro dell’esperienza.

MARIANTONIA CASTALDO - La sua intervista

1 Cosa ha ti ha spinto a fare musica? La mia voglia irrefrenabile di cantare è nata molto prima di me, non ricordo un momento specifico in cui ho deciso che avrei fatto questo, è sempre stata parte della mia vita. Canticchiavo per casa continuamente e la mia voce attraversava le pareti della mia casa fino ad arrivare alla casa dei miei vicini. Cosi ho capito che andava indirizzata e corretta. Ho seguito delle lezioni private e il mio amore per la musica non si è più fermato.

UBALDO DI LEVA - La sua intervista

1) Cosa ti ha spinto a fare musica? Quali sono gli aspetti positivi e negativi di questo lavoro?

La musica è la mia passione, il mio divertimento, il mio sogno. Ho sempre avuto un carattere introverso e la musica mi sta aiutando ad abbattere la timidezza e il rapportarmi con le persone. Scrivere un testo, raccontare e condividere una storia ad un pubblico è una sensazione indescrivibile che mi fa stare bene con il mondo, ma sono anche consapevole delle difficoltà che ci sono in questo lavoro dove niente è scontato anche se hai tante risorse ma l’ultima parola è sempre del pubblico che può portarti in alto o affossarti in un istante.



ALESSANDRO CATALINI - Conosciamolo

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?
Ogni volta che devo preparare un'esibizione, un concerto o devo scrivere una canzone la fatica è tanta, ma quando i risultati iniziano ad arrivare la soddisfazione ripaga tutto il duro lavoro. Purtroppo la musica in Italia non è considerata un lavoro e in questo partiamo svantaggiati, ma credo che le cose possono cambiare se ogni artista prende coscienza di questo e si adopera per fare una piccola rivoluzione.

LE RIVOLTELLE - Una nuova intervista

1) Cosa ha vi ha spinto a fare musica?
La curiosità e la passione verso questo meraviglioso mondo fatto di ritmi e suoni capace di fornire un canale espressivo privilegiato del quale poi non si può più fare a meno … fare musica diventa una necessità.