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TETA MONA - La sua intervista

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

La musica, come tutte le forme d'arte, mi permette di accedere ad un mondo parallelo a quello della realtà oggettiva, e riesco a vivere meglio attraverso di lei. Di negativo c e' che per poter sopravvivere solo facendo musica bisogna sopratutto generare business, e da quel posto sacro che è l' atto creativo, fare musica diventa un lavoro in cui è importante tutto il resto, e la musica in se diventa solo un pretesto. 
 

2) ​I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?

L' iper consumismo riguarda anche quello delle emozioni. I talent permettono di intrattenere ed emozionare allo stesso tempo, vivere crudeltà emotive indicibili e creare meteore da talenti anche se vogliamo mediocri. Sono lo specchio della società di oggi, ed il loro successo è contagioso, perché genera il business musicale più redditizio.
 
3) Credi che un artista debba schierarsi politicamente? Approvi la politica nella musica?

Mi piace ricordare i tempi in cui, nel mio paese, non si poteva parlare di musica senza parlare di politica. Questo con il tempo è cambiato. Prediligo la musica che rappresenta gli ideali veri ed è veicolo di messaggi di pace, solidarietà, rispetto tra gli uomini perché sono contraria a qualsiasi forma di pregiudizio e di razzismo. Ma non approvo la strumentalizzazione di questi ideali a favore di bugie legate ad un controllo dei consensi, per manovre che noi neanche comprendiamo del tutto. Ora come ora, sono molto lontana dalla politica. 
 
4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore? 

No. Ho accettato con grande fatica di compromettere il mio primo disco con 2 canzoni in italiano. È già abbastanza. 
 
5) Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?

La mia famiglia, i miei amici, i miei parenti e le mie relazioni non potrebbero essere più solide, profonde e indispensabili nella mia vita, con o senza musica. Una cosa è vera però. Se dovessi tornare indietro, passerei questi ultimi 13 anni non a Londra, ma qui, con mio padre, che purtroppo non è più con noi da due anni ormai. 
 
6) Sei legato alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?

Certo. Non lascerei questa casa per nessuna cosa al mondo. Non vivrei da nessuna altra parte, per ora.. 


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1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? Il lato positivo, musica o non musica, è fare il cazzo che ti pare.  Ecco, questa cosa difficilmente ti viene perdonata.
2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

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