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1) Com’è nata Dall’altra parte delle cose? Puoi raccontarci qualcosa del disco che arriverà?

Dall’altra parte delle cose” è nata dalla ricerca di un nuovo punto di vista, di una nuova prospettiva che mi permettesse di ripartire da zero, o quasi.
Il nuovo album uscirà a primavera: è stato prodotto da Zibba, che si è preso cura delle mie canzoni insieme a una squadra di musicisti e collaboratori fantastici. Non vedo l’ora di farvelo ascoltare.
 

2) Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?


Sicuramente sì. Spesso non è facile far capire agli altri che stai seguendo una passione, provando a realizzare i tuoi sogni, facendo (o almeno cercando di fare) un vero e proprio lavoro. Non aiutano nemmeno i continui spostamenti che si fanno per andare a suonare o per registrare un album, soprattutto se si proviene dalla provincia. Fortunatamente, nel mio caso non è stato così: ho sempre potuto contare sull’appoggio della famiglia e degli amici più cari.

3) Quanto sei legata alla tua città e quanto sogni un altro posto in cui vivere?

Sono molto legata ai posti in cui sono cresciuta, ma anche a Roma, dove ho vissuto per anni e torno molto spesso. Non sogno una città in particolare… mi piacerebbe molto tornare a Roma in modo stabile, anche se, venendo dalla provincia di un piccolo centro come Pisa, soffro molto il caos della metropoli.

4) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Facendo musica si ha l’opportunità di seguire una grande passione, di fare la cosa che, più di tutte le altre, ci fa stare bene. Nel cercare di rendere questa grande passione un vero e proprio lavoro, purtroppo, si incontrano spesso molte difficoltà.

5) Da giovane cantautrice credi che la musica debba essere “impegnata”? Hai mai coinvolto la politica nella tua musica o hai mai pensato di farlo?

Credo che la musica debba essere sincera e che ognuno debba poter scrivere quello che sente. Il contesto che ci circonda influisce sul nostro modo di vivere, quindi anche sulle canzoni che si scrivono, ma ognuno ha il suo modo di trasformare questo in musica e parole. Secondo me ci sono canzoni d’amore molto più “politiche” di altre a sfondo dichiaratamente impegnato, e viceversa.
Per quanto mi riguarda, è capitato di coinvolgere in alcuni testi che ho scritto il malessere generale che avvertivo intorno a me.

6) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?

Non so quale sia la risposta giusta. Forse riscuotono così tanto successo perché rappresentano la realizzazione di un sogno, in alcuni casi anche un’occasione di riscatto? Sicuramente sono spettacoli televisivi realizzati benissimo, che non sfigurano assolutamente con gli altri show in programmazione.

7) Scenderesti a compromessi per raggiungere un pubblico maggiore?

L’idea di poter presentare le proprie canzoni ad un pubblico più vasto indubbiamente è attraente. Non vorrei mai, però, dover essere costretta a fare qualcosa di diverso da quello che sono… ho rinunciato ad un progetto che non sentivo adatto a me e alle mie canzoni, prima di fare questo disco. Credo che raggiungere un pubblico maggiore abbia senso se lo si può fare con ciò che ci rappresenta veramente.