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ALBERTO TURRA - La sua opinione

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Il lato negativo riguarda il fatto che fare musica è bellissimo e che quindi non smetteresti mai (io non ho in programma di smettere infatti). Il lato positivo invece si riferisce al fatto che come la maggior parte delle attività umane più divertenti, non serve a niente, quindi come dire, nessun danno.




2) ​I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?

Perché danno la sensazione che ce la possa fare chiunque. Poi in realtà non ce la fa nessuno ma non
importa, l’intrattenimento nell’immediato ha avuto il suo effetto, ipnotico sul pubblico, economico sulla produzione.

3) Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

Perché cazzo un’artista oggi dovrebbe schierarsi politicamente? Hai presente la classe politica italiana oggi? No, credo che la politica debba schierarsi con gli artisti, ispirarsi a quei pochi viventi rimasti in Italia ma anche e soprattutto a quelli morti che continuano a dirci cose che nessuno ascolta più.

4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?

No, li accetterei solo per soldi, sesso o tramezzini al tonno. 

5) Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?

Se si intende il fatto che mio padre ha smesso di mantenermi quando ha capito che volevo fare il musicista, sì, fare musica influenza i rapporti con la famiglia. Più in generale, no, alla società in senso lato dei musicisti non gliene fotte una mazza.

6) Sei legato alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?

Tutte e due le cose: mi piace Milano e ciononostante preferirei vivere a Carcassonne.


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1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? Il lato positivo, musica o non musica, è fare il cazzo che ti pare.  Ecco, questa cosa difficilmente ti viene perdonata.
2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

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