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ROSMY - La sua intervista

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?


Fare musica è un’arte che vive di momenti di massima espressione dove tutto sembra positivo ma come in tutte le cose gli aspetti negativi non mancano mai. Per quanto mi riguarda questi due aspetti possono coincidere, in quanto fare musica è la cosa più bella del mondo e se le cose ti vengono bene tutto è positivo se non riesci a farle come vorresti allora sembra improvvisamente tutto difficile ma io vivo con ottimismo quindi credo sempre che in ogni caso, soprattutto quando c’è passione tutto viene visto con un’ ottica sempre nuova e positiva.


2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?

Oggi il talent è una vetrina dove riesci a proporti ma non basta.
La differenza la farà l’artista se vale.



3) Credi che un artista debba schierarsi politicamente? Approvi la politica nella musica?

Negli anni 70 lo facevano ed erano i cosiddetti cantanti “impegnati” e spesso era strumentale, oggi invece dove l’appartenenza politica è meno sentita inevitabilmente nella musica è una cosa molto più rara. Personalmente posso condividere delle idee ma non degli schieramenti.



4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?

Ovviamente ti rispondo di no. Ma tu ci credi?



5) Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?

Assolutamente si! La musica crea emozioni e unione.


6) Sei legata alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?

Sono molto legata alle mie origini e mi piace andare dovunque c’è musica. Ho scoperto scavando nel mio passato, che potrei essere “figlia del mondo”: nata a Zurigo, di madre Toscana e padre Lucano, vivo a Milano e nel fare ricerche personali sui miei avi ho scoperto che erano musicisti girovaghi che suonavano l’arpa e il violino al Metropolitan di New York, a Parigi e in diversi centri di musica Internazionale, forse questo spiega perché mi trovo bene ovunque io vada l’importante che ci sia la musica.


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1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? Il lato positivo, musica o non musica, è fare il cazzo che ti pare.  Ecco, questa cosa difficilmente ti viene perdonata.
2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

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