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MOVIN' K - Conosciamoli

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Aspetti negativi? Forse possono esserci conseguenze o ripercussioni più o meno negative sulla scelta di essere musicisti e vivere di musica, in una società che tende a conformare la massa a regole materiali atte ad allontanare molte persone dal mondo dell’arte in modo quasi automatico; ma fare musica ha solo aspetti positivi, è un attitudine dell’essere che, quando ti appartiene, diventa irrinunciabile.
Fare musica significa dare voce al proprio cuore e suono alla propria anima, significa scegliere di non essere silenzio ma colmare il vuoto con la libera espressione di se stessi, colorando il nulla ed illuminando il buio, significa essere onda che abbandona la calma piatta dell’oceano per librarsi nell’aria e baciare il vento, essere rumore, fastidio, disturbo ma mai apatia, essere il sole in una giornata grigia e la pioggia quando le lacrime non bastano per bagnare il viso; fare musica significa scegliere di dare un luogo alla propria solitudine, un trono alla propria gioia, cieli stellati ai nostri sogni e fiamme danzanti ai nostri desideri, significa permettere al nostro dolore di non rimanere chiuso in noi stessi, alla nostra rabbia di abbattere ogni muro e far sì che la nostra incessante ispirazione doni sconfinati pascoli alle nostre emozioni.


2) I talent sono spesso criticati ma a vostro giudizio, perché riscuotono tanto successo?

Il problema, se di problema si vuole parlare, va oltre il format televisivo, ed é ormai chiaramente radicato nella cultura popolare. La televisione é una delle più feroci armi di condizionamento culturale presenti nella nostra quotidianità. Sono anni che i format televisivi si sono insidiati nell’alterazione delle preferenze musicali delle masse in modo risoluto e pianificato. E hanno ottenuto quello che volevano: confezionano il prodotto che la gente desidera, frutto di anni di educazione a farglielo desiderare. Quindi non bisogna stupirsi se il mercato discografico facilita sempre di più dei derivati dal talent, bisogna invece interrogarsi su come siano stati eliminati nella loro quasi totalità i veicoli di comunicazione (tv, radio, locali, ecc…) che facilitavano la divulgazione di prodotti artistici non solo più colti ma comunque più vari.
Poi i talent sono curati sempre meglio, la preparazione artistica dei concorrenti che giungono alle fasi finali é di livello medio-alto, le giurie non propongono più presenze inquietanti ed intellettualmente inaccettabili ma figure decisamente più preparate; se il ruolo del talent si fermasse allo spettacolo televisivo non ci sarebbe nulla da contestare, anzi da un punto di vista televisivo sono spettacoli sempre più convincenti.
Il problema nasce quando la trasmissione genera contratti discografici molto discutibili, che non concedono libertà di espressione agli artisti che ne beneficiano ma sostengono un gruppo di “soliti noti” procurando lavoro, ed introiti, ad un piccolo numero di compositori, arrangiatori e produttori che sono i veri beneficiari del prodotto discografico. Inoltre parliamo di strutture che condizionano una percentuale altissima del mercato, quindi la trasformazione del prodotto televisivo in prodotto artistico di mercato non valorizza più di tanto gli artisti in erba coinvolti e, al tempo stesso, toglie ampi spazi a decine di talenti relegati ad un sottobosco privo di possibilità di visualizzazione e comunicazione poiché restii al plagiarsi e fungere da prodotti televisivi in cambio della loro autenticità e dignità artistiche.

3) Credete che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvate la politica nella musica?

Pensiamo che il messaggio debba essere più sociale che politico, che l’impegno sociale e l’utilizzo della musica come cassa di risonanza per tematiche di solidarietà e tolleranza sociale ed umana debbano essere una caratteristica fondamentale della nostra musica, un compito nel cui assolvimento crediamo fortemente, presente anche nel nostro cammino quotidiano oltre che artistico.
La componente politica é più complessa, facilmente strumentalizzabile e difficile da gestire. Il nostro messaggio sociale ha solide fondamenta in un'ideologia molto ben definita e in una morale fondata su ciò in cui crediamo, sulla nostra fede, sulla coscienza intellettuale che rifiuta l’odio, la divisione delle classi e la violenza, su principi universali come la pietà, l’amore ed il rispetto per ogni forma di vita e la difesa della libertà individuale.
La politica, in Italia come nella gran parte delle altre nazioni, ha abbandonato da tempo componenti ideologiche e sensibilità sociale a favore delle necessità economiche e logiche di commercio e potere che sembrano sfociare quasi meccanicamente nella frode e nella corruzione; i politici indossano le maschere che noi combattiamo e supportano un sistema radicato e corrotto che noi vorremmo vedere frantumarsi. A prescindere dall'appartenenza ad un determinato partito, ogni rappresentante dell’attuale scena politica sembra non avere volontà o possibilità di contrastare il male che infetta i governi e rimane inerme ad ogni eventuale cambiamento, alimentando falsità mass-mediatiche a favore di una silente oppressione culturale e sociale, quasi mai manifesta ma non per questo meno letale.
Quindi, anche se personalmente ognuno di noi ha le sue idee e le sue inevitabili e sempre più forzate scelte politiche, il punto di vista pubblico della band, il nostro messaggio diretto a chi ci ascolta, rimane volutamente apolitico e unicamente rivolto alla sensibilità umana e sociale.
4) Accettereste di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?

Assolutamente no. Sempre e comunque NO. Il successo per noi si realizza nel momento in cui qualcosa che vibra nel tuo cuore si trasforma in comunicazione e riesce a raggiungere il cuore di un'altra persona suscitando emozione, riflessione, desiderio. Corrompere il nostro pensiero o sentimento, essendone le nostre canzoni la traduzione in musica, per raggiungere un pubblico maggiore sarebbe comunque un'inaccettabile contraddizione poiché l’ipotetico successo si realizzerebbe per qualcosa cui non apparteniamo. Un conto é comprendere i propri limiti e i possibili margini di miglioramento per mettersi al servizio della comunicazione e rendere il nostro prodotto il più fruibile possibile affinché sia compreso ed apprezzato dal pubblico; un altro é adattare il nostro prodotto alle esigenze di mercato per vedere trionfare il successo materiale, tradendo la propria identità intellettuale ed artistica.
L’onestà é il modo migliore per provare a comunicare il tuo essere al prossimo, sia umanamente che artisticamente. L'onestà con cui proponiamo il nostro lavoro nasce da lacrime, sorrisi, gioie e sofferenze che hanno solcato le nostre anime lungo gli anni. Possiamo piacere o non piacere, il "successo" si realizza quando anche una sola persona si emoziona identificandosi con le nostre note o le nostre parole. Puntiamo all'affermazione planetaria accontentandoci del silenzio di un cielo stellato in cui si perde la nostra musica. Non è una contraddizione; chi si mette davanti ai riflettori vomitando sul palco il proprio tormento e la propria disperazione ha chiaramente una componente di egocentrismo ed esibizionismo, ovvero la necessità di esibire ciò che scuote i suoi giorni, di condividerlo con gli altri...e più sono gli altri, più si realizza la sua catarsi esistenziale. Ma l'ambizione non deve diventare superbia, bisogna continuare a lottare per i massimi risultati valorizzando ogni piccolo traguardo, che magari così piccolo non é. Bisogna dimenticare lo stereotipo della società moderna, superficiale e materiale, che valorizza un lavoro in base alla risonanza mass-mediatica. Ogni volta che un cuore si emoziona davanti ad una tua creazione, il tuo lavoro ha realizzato il suo cammino.
5) Pensate che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?

Chi vive la musica non solo come una professione, ma come un’instancabile passione, il riflesso stesso del nostro io più vero, il modo unico e irrinunciabile con il quale relazionare i propri tormenti e le proprie gioie interiori con il mondo esterno, conosce le milioni di incomprensioni e i mille ostacoli caratteriali che si instaurano nelle relazioni più intime. Se hai iniziato ad immergerti nel mondo della musica da ragazzino, e sei riuscito a sopravvivere all'apocalisse che la vita terrena scatena quotidianamente contro il tuo desiderio ed i tuoi sogni, e a 40 anni stai ancora facendo musica, probabilmente per strada hai lasciato qualche rapporto infranto dalla difficoltà di comprendere come la voglia di musica resista alla necessità fisica e mentale di normalità, e l’istinto e la passione trascendano la ragione.
Essere un artista significa senza dubbio possedere un filtro mentale su ciò che il mondo presenta per scontato e necessario, e agli occhi degli altri non sempre è facile equilibrarsi sullo stesso livello di sensibilità o percezione delle cose. Il che non significa sia maggiore o inferiore, solo diverso. Relazionarsi a persone che non comprendono la natura dei tuoi pensieri é complicato in ogni campo e in ogni luogo, ma chi ti ama veramente deve inevitabilmente amare ciò che ami, o perlomeno rispettare e sostenere ciò che ti fa sentire vivo e felice. Se si riesce ad equilibrare un rapporto su questo rispetto, e ciò ovviamente deve avvenire da entrambe le parti, il rapporto potrà solo godere del tuo fare musica.
6) Siete legati alla vostra città o esiste un posto in cui preferireste vivere?

Abbiamo una città natale, ovvero Milano dove vivono ancora 3/5 del gruppo, ed una città adottiva, Aosta. Due posti molto diversi che potrebbero avere nell’unione del loro meglio la risposta alle nostre preferenze. Milano é una città colma di cultura e possibilità, sicuramente ideale per chi vive d’arte e musica, anche se negli ultimi anni ha perso molto del suo fascino artistico a favore di una canonizzazione a standard italiani piatti ed anonimi; rimane comunque una città viva dove puoi trovare molto di quello che cerchi; diventa invivibile se analizzata da un punto di vista quotidiano, quando muori nel traffico, ti dimentichi il colore del cielo, l’ansia diventa un’instancabile compagna e la tua salute va a farsi fottere. Aosta é un piccolo miracolo incastrato in un vero spettacolo naturale, tutto ciò che ti circonda è fonte d’ispirazione, i pensieri si perdono facilmente in un sereno stato zen e respirare torna ad essere un incanalare Luce e ossigeno. Ma la sera muti e a casa. Al massimo goditi uno dei cieli stellati migliori di sempre. Le relazioni umane fanno più o meno schifo in entrambe le città, per motivi ed attitudini diverse. In realtà una delle tematiche maggiormente presenti nelle nostre canzoni è il viaggio, il viaggiare in ogni senso, il muoversi da un punto di vista fisico, esistenziale, emotivo e spirituale, come indica il significato stesso del nome del gruppo (“in costante movimento”); e quindi al viaggio stesso appartiene forse il nostro essere, che rifiuta il sedersi fra le mura di un solo luogo e anela continuamente all’esperienza, al conoscere e al continuo confronto con culture, popoli, ideologie e tradizioni differenti, scoprendo riflessi del proprio animo in ogni angolo del mondo…come diceva il grande Jack Kerouac “dobbiamo andare, non importa dove…ma dobbiamo andare….


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1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? Il lato positivo, musica o non musica, è fare il cazzo che ti pare.  Ecco, questa cosa difficilmente ti viene perdonata.
2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

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