Il portale della musica Indie italiana
1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Positivo: quando scrivo, l’effetto è quello di una pulizia interna. Quando un brano nuovo è concluso, mi sento più leggero, spesso felice e soddisfatto.
Negativo: non esiste un lato negativo, davvero.
 
 
 
2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?
 

Sicuramente le critiche che vengono loro mosse non collimano con la questione “successo”.
Riscuotono successo perché il format è perfetto e studiato su un target che vestono a pennello.

Il pubblico italiano:
1 – non ama faticare, in niente, nemmeno col cervello;
2 – tende al sensazionalismo.

I talent si basano su:
1 – cover, così che la gente una volta seduta sulla poltrona abbia già la pappa pronta, certificata e sedimentata da anni (avete presenti i claim radiofonici tipo RDS 100% grandi successi? Ecco… stessa roba… Come dire… “tranquilli, con noi cadrete sempre sul morbido, non sia mai che vi capiti di ascoltare qualcosa di diverso dal solito, rilassatevi…”);

2 – scelgono al 90% voci con grandi estensioni e potenza così che la gente possa sempre dire “woooooow”. Chissenefrega del contenuto, l’importante è il botto.

Quindi oggi, contenuto zero, estetica al TOP. Nell’era dello share a nessuno dei produttori interessa altro e a nessuno di loro viene chiesto altro.

Inoltre la tv è ancora un media importantissimo. Potendolo controllare si riesce ad influenzare facilmente la gente.

Nel momento in cui è possibile influenzare la gente e offrire loro un prodotto standardizzato, comprensibile, rimpiazzabile e facilmente ripetibile, il gioco è fatto.

3) Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?
 
Credo che una persona possa fare quello che ritiene più opportuno e un musicista è innanzitutto una persona.
Io non posso impedire nulla a nessuno, al massimo posso giudicare secondo il mio pensiero e il mio credo.
E’ indubbio che un musicista, soprattutto famoso, possa in qualche modo influenzare il suo pubblico, risultando autorevole e modello a cui ispirarsi.
Sono un uomo che ha a cuore il bene dell’umanità ed è perciò con grande responsabilità che cerco di trattare (le volte in cui lo faccio) la politica con il massimo senso di giustizia e di riflesso mi aspetterei da artisti blasonati grande attenzione su questi temi.
Approvo quindi la politica in ogni sua forma così come le sue chiavi di lettura nel momento in cui l’obiettivo perseguito sia il bene collettivo.

4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?
 
Assolutamente sì, nell’ottica di (una volta raggiunto e con le basi economiche adeguate) arrivare ad esprimermi liberamente.

5) Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?
 

Dipende dal livello dei legami e da quanto la musica impegni il tempo del musicista. Io dedico molto tempo alla musica, tra prove, scrittura dei brani, ascolto, concerti e nei periodi di promozione anche le interviste mi portano via molte ore.
Chi suona dovrebbe avere la fortuna di condividere la sua vita con persone in grado di capire l’importanza che riveste una tale attività.
Conosco molta gente che arriva ai ferri corti con gli affetti più stretti non venendo sempre compresa la serietà e la relativa grande dedizione dedicata al proprio strumento e alla propria “mission” che a volte investe in maniera quasi totalitaria il proprio esistere.

Poi, nel mio caso specifico, chi mi conosce rispetta la mia attività, vuoi per la professionalità dei miei spettacoli, vuoi perché non mi occupo soltanto di musica e quindi non sono visto esclusivamente come un bohémien.

Sinceramente però, non mi sono mai posto la questione dalla prospettiva del problema. Col tempo mi sono liberato dell’assillo relativo a cosa potrebbe pensare la gente di me. Sono me stesso, è la cosa più semplice.

Perciò mi comporto sempre nel modo più naturale possibile. Quando mi interrelaziono con una persona è il momento di concentrarmi su di lei; se il fatto di essere un musicista la influenza è una questione che proprio non mi sfiora.

 
6) Sei legato alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?

Sono certamente legato alle mie radici, tanto da aver scritto un brano proprio su questo (Un posto per noi). Amo il profumo delle mie montagne, degli alberi, il suono della mia gente, i miei amici, i profili dell’orizzonte.
Ma ho abitato anche altrove e se ne avrò l’occasione vorrei stabilirmi in qualche cittadina di mare, magari in Toscana.