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1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?
 
La risposta dipende da come si intenda il fare musica. L’arte è bellezza e la bellezza salverà il mondo. Come potrebbe quindi fare musica presentare aspetti negativi? La risposta può essere differente soltanto se la musica viene intesa come mestiere (dai musicisti) o come business (dagli operatori del settore). In tal caso, per i primi l’aspetto artistico viene annichilito dall’aspirazione al successo o dalla preoccupazione di come arrivare a fine mese, per i secondi finisce per non differenziarsi dal fabbricare un qualsiasi bene di consumo.

2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? 


Per giudicare il fenomeno talent occorrerebbe a mio avviso osservarli per quello che sono, ovvero show televisivi piuttosto che veicolo di espressione artistica. In tal modo risulta abbastanza immediato leggere il processo di identificazione che si genera tra lo spettatore, che desidererebbe o avrebbe desiderato vivere il suo “quarto d’ora di notorietà”, ed il concorrente, che “ce l’ha fatta”. Sotto un diverso profilo, con la chimera della popolarità a buon mercato, è molto facile attirare frotte di giovani aspiranti vip (non a caso dico vip e non artisti…) nella rete di massacranti e spesso umilianti provini di massa.

3) Credi che un artista debba schierarsi politicamente? Approvi la politica nella musica?




Ciascun individuo inserito in un contesto sociale, con i suoi gesti quotidiani, fa inconsciamente politica, intesa nel senso etimologico del termine. Non si vede quindi perché l’idea politica non debba emergere anche nell’espressione più vera e più pura dell’individuo musicista. Con questo voglio dire che trovo naturale fare musica anche come espressione politica. Poi, la politica che mette le mani sulla musica, asservendola con (spesso false) promesse di un futuro di celebrità e ricchezza è la manifestazione deteriore di questo fenomeno naturale.

 

4)Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?


“Mai!”, come disse Manuel Agnelli …


5)Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?


Ricollegandomi a ciò che dicevo prima, tutto quello che facciamo impatta sulle dinamiche delle grandi o piccole formazioni sociali di cui siamo parte. Se poi la domanda era volta ad indagare se le relazioni più importanti della nostra vita possono essere danneggiate da una passione così assorbente, che sottrae tempo ed attenzione ai legami amicali e familiari, è sufficiente rispondere che il bassista degli Isolati Fenomeni, per tagliare la testa al toro, l’ho sposato?

 

6) Sei legato alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?


Curiosamente, da molti anni non ho più una città che possa davvero definire “la mia”. Ma il fatto che gran parte della mia vita si svolga in treno o in auto tra i due luoghi che frequento di più, assottigliando le mie prime radici, ne ha alimentate delle altre: quelle che crescono silenziosamente tra te ed il posto del tuo cuore. Non dirò qui quale sia il mio, i miei amici più cari, con i quali condivido questa esperienza, sanno.