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1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Un aspetto positivo è il fatto di viaggiare sempre, un aspetto negativo è il fatto di viaggiare sempre 🙂 È il grande conflitto della vita del musicista, amiamo stare in giro e vedere cose nuove, ma ogni tanto vorremmo poter tirare il fiato.

2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?

Perché sono un gioco, e alla gente piacciono i giochi, le piace seguirli e prendervi parte. Alle volte ci si dimentica di quanto ogni talent sia un grande gioco e li si prende troppo sul serio, si perde lo spirito del gioco e si rischia di non divertirsi più.  

3) Hai suonato sia in Italia che all’estero, hai notato delle differenze nel modo di vivere la musica live in Italia rispetto ad altri paesi?

Sì, naturalmente! Nei paesi in cui vengono investite più risorse nella scena musicale underground, in cui lo Stato supporta di più i giovani e le loro idee, lasciando loro il giusto spazio per crescere senza incanalarli in una direzione prestabilita, la differenza si sente eccome! Si fa e si ascolta musica dal vivo in un’atmosfera più attenta, coinvolgente, hanno tutti le antenne sempre dritte.

4) Fai parte del progetto “Nowhere Stage”, vuoi parlarcene?

“Nowhere stage” nasce dall’idea di portare la musica live in luoghi in cui normalmente non arriva. Ogni luogo ha un sound particolare, con “Nowhere stage” la location diventa uno strumento aggiuntivo che arricchisce il live di una dimensione nuova.

5) Quali consigli ti senti di dare a chi vuole fare musica oggi?


Essenzialmente di trovare sempre il modo di migliorarsi. Il che non significa necessariamente studiare musica e ammazzarsi di esercizi allo strumento. Provare è importante ma bisogna soprattutto suonare live il più possibile, e non fermarsi mai. Anche perché quando inizi a suonare dal vivo, più suoni e meno hai voglia di smettere!