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Questo weekend appena passato, ho avuto la fortuna di collaborare con questo amico e cantautore di Piacenza, Edoardo Cerea.
In questi anni ho saputo conoscerlo e ho camminato e viaggiato cantando le sue canzoni.
Anno 1970, debutta come autore, per poi incidere nel 2004 il suo primo disco, “È meglio se continuo a cantare”, edito dalle BMG Ricordi e arrangiato dal musicista e produttore torinese Mario Congiu. Quest’opera prima è il risultato del curioso incontro, avvenuto nel 1999, fra l’universo musicale “americano” di Cerea e quello letterario più “italiano” di Marco Peroni, l’autore di tutti i testi delle canzoni, nonché membro fondatore de” Le Voci Del Tempo”, band che racconta la storia attraverso canzoni parole e disegni, con cui, per quanto mi riguarda, continua una bella e ricca collaborazione.
Negli anni successivi, fino al 2014, seguono altri album, come “Disperanza” (tutto attaccato, mi raccomando!), “Edoardo Cerea Acoustic Trio”, una parentesi Blues con il gruppo Mr. Lucky, che sforna nel 2013 un c’è autoprodotto ” Around The Blues”, fino all’ultimo disco,” È meglio se continuo a Cantare”, che contiene il fortunato singolo, “Oggi mi va di Crederci” prodotto e arrangiato dal chitarrista e produttore Fabrizio Barale (Ivano Fossati, Yo Yo Mundi).
Oltre tutto questo, ho avuto anche l’occasione di vederlo cantare in un riuscitissimo spettacolo dedicato a Luigi Tenco, “l’aria triste che tu amavi tanto”, che consiglio vivamente, e che andrà in scena presto qui a Torino, al Teatro Agnelli il prossimo gennaio.
Collaborare con Edoardo è un’esperienza speciale, che sa di allegria e passione, cantando e suonando parole che riescono a colpirti dritto al cuore.
Un piccolo omaggio – con questo articolo – quindi, va a Edoardo, per ringraziarlo per ogni risata e ogni nota suonata insieme, sperando di collaborare ancora e il più presto possibile.
Una bellissima persona che racconta canzoni ovviamente bellissime che consiglio a tutti di ascoltare e cantare a gran voce.
Qui, un piccolo video, (è stato difficilissimo sceglierlo tra l’altro), che lascia un piccolo segno “disperanza”
Per tutti.
Come invito a tutti i cantautori da prendere e saper raccontare così.