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1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?
 
Credo risulterò scontata, ma l’aspetto positivo del fare musica è chiaramente il modo in cui ci si sente. Quando si canta e si suona ci si emoziona, si viaggia con la mente , l’anima vibra ma soprattuto, io mi diverto un sacco. Potemmo continuare per millenni a cantare Summertime ma sarà sempre ed ogni volta un’emozione diversa. Creare infinite melodie, mescolare ritmi , descrivere concetti… Ti fa sentire appagato. Infine la musica unisce, ha la capacità di farti guardare negli occhi delle persone e sentirsi in sintonia anche se non ci si conosce affatto, io lo chiamo “effetto jam session”. Come vedi, di aspetti positivi la musica ne ha tanti, e potrei continuare per ore. 
Per quanto riguarda,invece, l’aspetto negativo è innegabile la difficoltà che c’è oggi per provare ad emergere,siamo in tanti, ma soprattutto spesso conta di più quanto paghi e non quanto vali, e la musica diventa vittima, e chi fa musica o si piega o deve faticare tanto, tantissimo. Ma è troppo grande la passione per smettere.
 
2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?
 
Dovremmo chiedere ad un sociologo o ad un esperto di marketing. Io credo che forse il primo talent in assoluto nel mondo fosse una cosa bella, buona e giusta. Oggi tutti sappiamo di cosa sono fatti realmente i talent e non staró qui a raccontare il brutto meccanismo che vi è nascosto in alcuni di questi, ma il motivo per il quale sono tanto seguiti, secondo me, è perché regalano visibilità ma soprattutto  speranze. Chi di noi non ha mai sognato di diventare come cenerentola?! 
Personalmente mi sono sempre ispirata alla fiaba de ” La cicala e la formica”. Tifavo per la cicala ma oggi mi sento un pó formichina anche io.
 
3) Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?
 
Credo di si. Ci sono artisti che fanno del proprio pensiero politico il loro punto di partenza e la base della loro poetica, altri che si schierano o esprimono il loro parere se gli viene chiesto. Nella storia ne abbiamo tanti di grandi artisti che hanno dichiarato il loro pensiero ed è giusto che sia così, si rischia sicuramente anche di perdere un pó di consensi, ma ci sta! In tutta sincerità, apprezzo di più chi ci mette la faccia e si fa anche portavoce di chi non viene ascoltato, rispetto a chi resta inerme o , peggio ancora, rispetto a chi si piega in base a ció che conviene piu fare in quel momento. Gli artisti di grosso calibro, delle volte, hanno anche un pó la funzione di “influencer” per il pubblico più giovane e la cosa potrebbe essere in parte positiva, in quanto potrebbero determinare un riavvicinamento dei più giovani alla politica…..sperando che essi non si trovino dal lato sbagliato! Ad ogni modo, gli artisti sono cittadini, ed è giusto che dicano ciò che pensano.
 
4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?
 
Spesso in passato mi è stato detto che la mia musica in Italia non può funzionare, poco pop. Così ho fatto un pezzo super-radiofonico, e sapete cosa ho provato? Un pó di vuoto. Non mi sono sentita totalmente a mio agio con me stessa. Devi amare ció che fai per farlo amare anche agli altri, quindi ho fatto un disco scegliendo me stessa e ció che mi rispecchia di più. Potrei vendere in tutto 10 copie di “Spleenless” ma fare questo album mi ha donato momenti di felicità che per me non ha prezzo.
 
5) Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?
 
Proprio ieri si parlava di questo tra amici. Sicuramente ti rende la vita molto movimentata. Ci si sposta spesso, si dorme fuori delle volte, puó capitare di mancare a compleanni o natali, e si rischia di non riuscire a coltivare per bene dei rapporti. In effetti non so come gestiscano la loro vita le grandi star sempre in Tournèe, non è una cosa che ho provato, peró mi è capitato di rendermi conto , e mi dispiace molto, di non esserci stata delle volte per alcuni di loro. All’inizio è più difficile, poi si trova un equilibrio, soprattutto se parenti, amici, mariti, fidanzate eccetera, capiscono che il tuo lavoro è fatto anche di questo, è fatto di lontananze , di impegno e di partenze. È fondamentale la qualità del tempo che si passa insieme e non far pesare la lontananza  quando si è distanti. Per il resto , forse dovreste rifarmi la domanda se un giorno dovessi mettere su famiglia e fare figli, perché adesso proprio non so come si faccia, non ne ho la più pallida idea.
 
6) Sei legata alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?
 
Io amo la mia città, sul mare, non molto grande, dove ci si conosce e dove ci si sente a casa. Amo il mio salento,l’aria che si respira ed il panorama che ti regala ogni giorno da una vita, sempre nuovo stupore per la sua bellezza, tanto da riempirti gli occhi e l’anima. Non a caso, infatti, all interno dell’album c’è un brano (Amore Cercato) figlio di una poesia di uno scrittore brindisino,Francesco Distante, nella quale è il dialetto della mia città a far da padrone.
Non nego però che spesso ritorna la voglia di evadere e vivere altrove, e forse per un poco , prima o poi farò un esperienza fuori. Mi piacerebbe vivere a Barcellona, che è l’unico posto ,sino ad ora, che mi ha dato la sensazione di essere a casa. Io sono una che ama viaggiare, visitare sempre posti nuovi e conoscere nuove culture, solo che poi mi piace ritornare a casa , raccontare ciò che ho vissuto e mostrare agli altri i luoghi ed i loro colori attraverso i miei occhi. Ritornare a casa per abbracciare ed essere abbracciati… E vivere una vita Spleenless!