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FERDDY HEND - La sua intervista

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?
Di positivo c'è che fai ciò che ti piace, scrivi musica.
Di negativo c'è che ti devi rapportare al mondo, alle sue esigenze e fare dei piccoli compromessi o questioni burocratiche di cui non mi frega nulla.


2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?
 
I talent non riscuotono un successo reale, è finzione. Lo scopo è quello di far credere alle persone che il Talent è il successo, e che di conseguenza tutto gira intorno ad esso perché così è stato deciso. L'essere umano che non ha una propria coscienza si unisce ad una incoscienza collettiva quindi tende a fare, ascoltare, vedere tutto ciò che fanno gli altri; si accoda, si raggruppa al successo deciso da qualcun'altro che deve fare tanti soldi. Non è un successo reale, ma indotto. I talent sono la rovina della musica. Parliamo di gente che si cimenta nel cantare canzoni di altri che guarda un po'... non sono usciti dai talent show! Dov'è l'artista? Qual'è la tua arte se canti canzoni di altri? Sei solo un imitatore, un ripetitore. E' come se un pittore facesse una mostra di quadri ricopiati da altri pittori, non sei un artista, sei un riproduttore, un imitatore. Una cover ogni tanto ci può stare, ma non puoi essere valutato come artista in base a quello, e neanche se esegui canzoni inedite scritte e musicate da qualcun'altro.. non sei un artista, ma un esecutore. Nei talent ci sono esecutori e imitatori... hanno successo perché la gente è incapace di riconoscere l'arte.

3) Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?
Credo che un artista debba schierarsi eticamente, non politicamente. La politica è guidata dal concetto del "dividi e impera", fanno in modo che tutto cambi perché niente cambi. Schierarsi politicamente è uccidere l'arte. Schierarsi eticamente è provare compassione e amore che sono parti fondamentali dell'arte. La politica ha delle regole, è burocratica; l'arte non ha regole, è espressione, evocazione.

4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?
Dipende dal compromesso, per me già stare su questo pianeta in questa società è un compromesso... anche suonare di fronte a un pubblico è un compromesso, perché non sono un esibizionista, suono per me non per gli altri. In poche parole: "La musica è questa, se ti piace ascoltala, se non ti piace ascolta qualcos'altro, ma non aspettarti che io suoni qualcosa solo per farti divertire o rallegrarti la serata!".

5) Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?
Dipende da quanto è importante per te la musica. Se è la cosa più importante, allora tutto il resto diventa secondario e influenza i rapporti con tutti. Se invece è importante, ma non la cosa più importante, come per me ad esempio, allora no. Spesso chi ha successo è egocentrico e pensa solo a se stesso, quindi farà di tutto per ottenere quel successo desiderato. Io non sono disposto a fare di tutto, ho un etica e il mio ego lo so tenere da parte abbastanza bene. Si finisce per umiliarsi in due casi: eccesso di ego ed eccesso di umiltà, bisogna trovare un equilibrio.

6) Sei legato alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?
Non sono legato a nessun posto in particolare, mi piace vedere posti nuovi, ma i miei legami affettivi sono rispetto a persone o animali, i luoghi hanno un'importanza secondaria. Mi piace il tepore primaverile. Se dovessi scegliere, vivrei in una primavera perenne, ovviamente in mezzo alla natura con tanti animali e pochi umani.


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1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? Il lato positivo, musica o non musica, è fare il cazzo che ti pare.  Ecco, questa cosa difficilmente ti viene perdonata.
2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

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