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“Hai una band? Ma perché non andate a X Factor?”

 
Già, perché? Vaglielo a spiegare…..


Chi suona prova a rispondere a questa domanda da anni ma forse stavolta, un pezzo del sipario si è strappato ed ha lasciato intravedere qualcosa di quello che si cela dietro a questi ambienti.

E’ ormai passato un pò di tempo da quando la band Jarvis, si è ritirata dallo show X Factor.

Cosa sia successo è quindi cosa nota, grazie anche agli articoli dettagliati e coraggiosi di Michele Monina, di cui vi consigliamo la lettura a questo link.

Se avete seguito la faccenda, sapete che dietro questi show, ci sono interessi e soldi, nulla di più.

Qualcuno ha contestato la scelta dei Jarvis.

Ma come? Sogni di fare il musicista, di firmare un contratto e quando ce la fai, te ne vai?

Sì, se il contratto è un patto col diavolo.

Parliamo di un sistema che adesca giovani, li lega mani e piedi, li divora e una volta finito, li sputa.

Tutto questo vendendo un’idea di celebrità che è lontana da quello che significa fare musica.

Chi vuole vivere di musica, sogna di viaggiare, di suonare in città diverse.
Vivere di musica significa suonare, scrivere, lottare per farsi largo, e un’immensità di altre cose.


Chi vuole vivere di musica, non sogna le copertine patinate e forse proprio per questo ci finisce.

Quando hai lottato tanto duramente e tanto a lungo da non poter più essere ignorato, allora a volte, arriva il successo.

Successo che significa poter avere il lusso di vivere della propria musica.


I contratti che firmano i partecipanti a questi spettacoli, blindano l’artista e ne vincolano così indirettamente anche la creatività.

Monina fa giustamente notare che non si può firmare un contratto in cui “un unico referente è al tempo stesso discografico, editore, manager e incaricato del booking“.

Chi tutela l’artista? Chi lo difende?

Nessuno ma d’altronde, che problema c’è?

Male che vada, ti hanno visto in tv. Se vinci poi, comunque sei famoso…..
Se non vai, allora poi non lamentarti di quanto sia dura suonare in giro e tirare su un pò di soldi…..

Invece lamentarsi è lecito. Perché può essere anche duro suonare in giro, sbattersi, organizzare date, scrivere canzoni.

Si fatica, si litiga, ci si manda anche malamente affanculo a volte, tutto in nome di quell’ora di magia che provi quando suoni.

Perché in quell’ora, quando suoni, sei libero.
Libero da tutto e da tutti. 
L’arte ha bisogno di libertà, ed è proprio quella che questi programmi tolgono.

“Hai una band? Ma perché non andate a X Factor?”

Forse adesso lo avete capito e magari eviterete di rifare questa domanda a un amico che suona.

Concludo augurando il meglio ai Jarvis. Vi hanno notato in passato e vi noteranno in futuro, continuate sulla vostra strada e in bocca al lupo.

A voi lettori che amate la musica, ricordo che la linfa vitale di questi show è l’audience e che ogni televisore spento è un tiro messo a segno.

Se amate la musica, andate ai concerti.

Spegnete la tv.

Crivellateli di colpi, senza pietà.