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Un oggetto mitologico.

Così si potrebbero definire i Rush.
Una band che, a discapito dei loro 48 anni di carriera, resta sconosciuta ai più.

Nati nel 1948 dall’amicizia tra Geddy Lee (basso, voce e tastiere) ed Alex Lifeson (chitarra), i Rush hanno trovato la loro quadratura del cerchio nel 1974, quando alla batteria arriva Neil Peart. 

Questi tre canadesi hanno così iniziato il loro viaggio musicale, con dedizione, tecnica e una capacità di scrivere comune a pochi.




I dischi d’oro e di platino accumulati sono tanti, solo Beatles e Rolling Stones ne hanno vinti di più consecutivamente.

Il loro genere è il progressive rock.
Per nulla semplice eppure proposto in tre.

Chitarra, batteria e basso nonché voce e tastiere. 

In 48 anni hanno saputo toccare tutti i generi musicali possibili.

E pensare che hanno iniziato con un disco autoprodotto, con cui sono stati scambiati per i Led Zeppelin.

A seguire le pressioni della casa discografica, hanno costretto i tre a modificare il loro sound.

Questo ha comportato una perdita di pubblico a cui loro hanno risposto con un lavoro incredibile: 2112.

Un manifesto del singolo contro la moltitudine, della musica contro il silenzio.

Un disco unico, progressive, ricco di contenuto e ispirato.
Nonostante la casa discografica non fosse propensa a pubblicare il disco, questo lavoro si è rivelato un successo di critica e pubblico.

Ancora una volta il coraggio dell’arte aveva battuto i calcoli freddi dell’industria.
2112 è solo il primo dei tanti gioielli che i Rush hanno sfornato.

I loro testi sono sempre ricchi di spunti utili e arrivano a trattare temi importanti come l’onestà nell’arte e nella vita.

Come la loro musica, concetti difficili resi semplici dall’abilità di chi scrive.

Si potrebbero definire un tesoro nascosto.

Non li troverete sulle copertine dei giornali, dietro le scrivanie dei giudici di un talent. i Rush potrete trovarli solo live (non sempre in Europa e tantomeno in Italia) o sugli scaffali dei negozi, quando decidono di pubblicare un disco.

Da noi non girano spesso, pare che i promoter non li contattino molto, seppure durante il loro ultimo giro in Italia il sold out sia stato registrato in modo rapido.

Parliamo di una band non a caso, ma perché come loro, pochi hanno saputo influenzare con ironia, intelligenza e abilità il mondo della musica.

A loro si ispirano molto gruppi (Smashing Pumpkings, Metallica, Rage Against The Machines, ecc) e per i Foo Fighters, i Rush sono praticamente oggetto di culto.

Nel 2013 sono stati introdotti nella Rock and Roll Hall of Fame, dopo pressioni mediatiche da parte dei fans.

La cerimonia è stata un altro colpo messo a segno, con un discorso di Alex Lifeson che ha già fatto epoca.

Ognuno ci vede ciò che vuole, per chi scrive si tratta di un’ennesima prova di come la musica vera viene fatta da chi la sa fare. Tutto il resto è solo rumore di fondo.