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Molti di voi sapranno certamente che esistono i dischi d’oro e d’argento ma quanti erano a conoscenza del disco di diamante?

Nel mondo della musica, il primo riconoscimento nato è stato il Disco d’Oro.
Questo fu consegnato per la prima volta nel 1942, a Glenn Miller, il quale aveva venduto un milione di copie del suo disco “I know why/Chattanooga Choo Choo”, in soli tre mesi.




Quella del disco d’oro è sembrata una bella idea, tanto che l’industria decise di adottare l’idea, per premiare le vendite di un disco.

Dal 1942 ad oggi, questa onorificenza è stata assegnata a molti artisti.
Per poter avere un disco d’oro non era però sufficiente vendere un milione di copie.

Nel corso degli anni ed a seconda dei paesi, venivano richieste un minimo di 10.000 copie vendute (Portogallo), fino ad un massimo di 500.000 (Stati Uniti).

Superate certe soglie, si otteneva un disco di Platino.
La vetta da scalare in questo caso, era alta. Si poteva arrivare anche a dover vendere 1.000.000 di copie.
Parliamo di diversi anni fa ovviamente.
Superata questa soglia, ecco arrivare il Disco di Diamante.
Se volete vedere una classifica ben fatta, potete consultare Wikipedia a questa pagina.

E’ interessante notare come questa tradizione, abbia adottato regole di attribuzione sempre diverse.

Intorno agli anni 60, in tempo in Italia il disco d’oro veniva consegnato raggiunto il milione di copie, oggi per ottenerlo basta venderne 25.000 ed ovviamente, vengono conteggiati anche i download e gli acquisti on line.

Un segno inconfondibile della flessione patita dall’industria.
Non c’è molto da fare, i dischi non si comprano più.
Che fare quindi?

Come pubblico possiamo continuare ad andare ai concerti, come artisti potrebbe forse essere utile investire sul packaging ed abbassare il prezzo di vendita.

Ai posteri, l’ardua sentenza.