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1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?
 
Sicuramente viaggiare e avere la possibilità di conoscere sempre nuove persone e confrontarsi con nuove realtà, la considero una ricchezza inimitabile e impareggiabile. Aspetti negativi non ne trovo se non gli stessi che potrebbero esserci nell’intraprendere un qualsiasi percorso artistico con annesse tutte le difficoltà e soprattutto tutti i sacrifici indispensabili se si vuole farlo con serietà e passione, ma non credo siano negativi, servono e ti insegnano tanto.
 
 

2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?

 
Per lo stesso motivo per cui hanno successo tanti altri programmi televisivi incentrati sulla competizione, sulla mancanza di contenuti e sulla mania di protagonismo, giudicanti compresi. Nulla a che vedere con l’arte o con la musica, è un programma televisivo di intrattenimento e di svago, non mi stupisce il successo che hanno e non mi stupirei affatto se tra qualche anno perderanno d’attrattiva.

3) Credi che un artista debba schierarsi politicamente? Approvi la politica nella musica?
 
Approvo tutto ciò che è sentito, vero ed onesto. Se ci sono queste qualità si può parlare di qualsiasi argomento, anche e soprattutto di politica. Certo, non la politica dei partitismo, per me politica ha un significato molto più ampio, ci si schiera ogni giorno e in ogni scelta o gesto che si fa quotidianamente, non è solo il ‘tifo’ per un partito o il voto di un referendum o di una elezione una volta ogni 2, 3, 4 o 5 anni. Ovviamente un artista può scegliere se schierarsi apertamente oppure no, dipende sempre da che tipo di credibilità può avere una decisione del genere.

4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?
 
Sinceramente non credo nei compromessi e nemmeno nel successo derivante da scelte singole e fulminee. Credo nei percorsi basati sull’umiltà artistica e sull’intelligenza e la bellezza di aggiungere poco per volta i tasselli che possono permetterti magari un giorno di arrivare a un pubblico maggiore o al cosiddetto successo, ma vanno capiti e digeriti uno per uno, con consapevolezza. Non puoi imparare determinate cose se non con l’esperienza diretta che in qualsiasi modo non è sostituibile da nessun compromesso. Non funziona così, se il successo non viene dal lavoro e dal sacrificio non vale niente, sparisce così come è arrivato.

5) Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?
 
Assolutamente si, chi fa musica vive quasi in una realtà parallela. Per esempio capita spesso che nei weekend si è in viaggio per suonare e a volte molto lontano da casa perché sono i giorni migliori per fare un concerto mentre negli stessi giorni le persone che ti stanno accanto hanno i loro giorni liberi. O quando si lavora a un disco ci sono fasi in cui si è assorbiti del tutto e non si ha tempo per nient’altro, al contrario ci sono poi fasi in cui siamo noi ad essere totalmente liberi mentre il resto delle persone hanno i loro impegni, insomma, non è per niente facile gestire i rapporti in queste condizioni, ci vuole sempre molta pazienza e comprensione da entrambe le parti.

6) Sei legato alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?
 
Sono legato al mio paese fuori Torino dove sono nato e cresciuto, allo stesso tempo mi sento legato a diversi posti per me importanti, il paese d’origine dei miei genitori in Calabria così come mi sento legato a Londra dove ho vissuto molti anni. Però si, devo ammettere che quando sono fuori da un po’ e sento nostalgia di casa è a Torino che penso. Ultimamente sento di essere incuriosito anche da città più mediterranee come Palermo e Napoli che sto imparando a conoscere come allo stesso tempo da città con atmosfere più fredde come Amsterdam o Parigi. Sarebbe bello riuscire a vivere almeno per un periodo in ognuna delle città da cui ci si sente attratti, se c’è attrazione c’è sicuramente qualcosa d’interessante o importante che ci aspetta in ognuna di esse.